Mettere radici, detto di una persona, non è solo una metafora: quantomeno, non è tale nel mito greco, dove non di rado accade che una persona "metta radici" fisicamente, trasformandosi in albero. Il caso più noto è quello di Dafne, una ninfa che viveva libera e felice, correndo nei boschi. E vedendola correre, appunto, Apollo se ne innamorò, e postosi al suo inseguimento stava per possederla quando la ninfa lanciò un grido "Terra, spalancati, aiutami, salvami!". Appello accolto, racconta Ovidio: "Subito un torpore invade le sue membra, il morbido petto è chiuso in una sottile corteccia, i capelli si allungano fino a divenire fronde, le braccia rami; i suoi piedi, dapprima così veloci, sono inceppati in radici inerti". Dafne diventa un alloro, la pianta da allora in poi sacra al dio. In questo caso, le radici sono la salvezza di Dafne. Ma le radici possono essere qualcosa di più e di diverso. Possono essere la stabilità, la garanzia di una vita vissuta secondo le regole della comunità cui si appartiene, la sicurezza della fedeltà della propria donna. Questo stanno a significare le radici dell’ulivo attorno al quale - tagliandone il tronco e usandolo come base del suo letto - Ulisse ha costruito la camera nuziale. Solo così si capisce la reazione del re di Itaca quando, tornato in patria e uccisi i proci, che aspiravano alla mano di Penelope, si vede rifiutato da questa, che - per essere sicura che lo sconosciuto riapparso dal nulla sia veramente suo marito - gli tende una trappola: "Sposta il letto", dice alla nutrice, "preparalo per lui fuori della stanza". La reazione di Ulisse è violenta: "Chi ha spostato il mio letto!". Il letto spostato significa tradimento: attorno alle sue radici non sono state costruite solo le mura della casa. Sulle radici dell’ulivo poggia la stabilità della vita individuale, familiare e comunitaria di Itaca.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. Genitori e figli da Roma a oggi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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