Hanno detto che noi italiani siamo dei magliari. - E chi l'ha detto?
- All'estero.
- All'estero dove?
- All'estero, gli europei.
- E perché?
-Per via del viaggio di Berlusconi in Cina.
- Guarda che ti sbagli.
- No che non mi sbaglio, è andato a aprir mercati. E ci ha detto a quelli dell'estero: signori europei esteri, ridategli le armi, alla Cina, perché è buona.
- Macché buona, quelli ammazzano la gente come le mosche, tanto hanno più gente che mosche, è una dittatura comunista come quella fascista, peggio di Saddam Hussein. C'è un regime.
- Sarà per questo che Berlusconi c'è andato con Fini.
- Guarda che ti sbagli, Berlusconi non c'è andato.
- Non mi sbaglio, guarda il giornale, lo vedi questo qui col cappotto? È Berlusconi, si vede dal cappotto.
- È preso di spalle. Di spalle tutti i cappotti sono uguali. A volte anche davanti, ma di spalle di più. Questo non è Berlusconi.
- E allora chi è?
- È Ciampi.
- Ma fammi il piacere! Ciampi a aprir mercati in Cina. Con Fini. E a dire agli europei stranieri di ridargli le armi, alla Cina, se è così cattiva. Ma è proprio così cattiva?
- Pare che non ci ha nemmeno la costituzione democratica come ce l'hanno gli stranieri europei, quella che piace così tanto a Berlusconi e a Ciampi che la vorrebbero avere pure loro, ma tu lo sai cosa hanno i cinesi invece della costituzione?
- Che hanno?
- I plotoni d'esecuzione. O stai zitto e mangi quella minestra, oppure... pum pum, ti portano davanti al plotone d'esecuzione e così impari a rompere gli zebedei e a volere la democrazia. Ai cinesi capi la democrazia non ci piace, non ne vogliono sapere, per questo aprono i mercati a chi gli fa riavere i cannoni, chi sia sia, ma se è per questo sono tutti uguali, gli stranieri europei a casa loro hanno la democrazia, ma ne hanno anche una da esportazione, fanno come gli americani, e poi se non ci andavamo gli italiani ci andava qualcun altro, magari gli svizzeri. Per questo D'Alema ha detto che sta con Ciampi.
- Vuoi dire con Berlusconi.
- No, con Ciampi. Con Berlusconi non ci sta più. Ora sta con Ciampi, che è andato in Cina ad aprire il mercato.
- Non può essere Ciampi, abbi pazienza, cosa ci fa Ciampi in Cina?
- Te l'ho detto, è andato a aprire il mercato.
- Ma non dovrebbe occuparsi della costituzione?
- Di quella ora si occupa Berlusconi. Per questo D'Alema sta con Ciampi.
- Allora è andato con Ciampi in Cina.
- No, con Ciampi c'è andato Fini. D'Alema è andato in Argentina. - Certo che questi qui viaggiano parecchio, viaggiano.
- Lo fanno per il bene dell'Italia, sono statisti. E poi viaggiare fa bene a tutti. A proposito, quest'anno dove vai in ferie con tua moglie?
- Andiamo a viale Norvegia, periferia nord.
- Ma tu non abiti a viale Equador, periferia sud?
- Per questo si va al nord, andiamo a casa di mia cognata, in viale Norvegia c'è più fresco. L'anno scorso mia cognata ci ha passato un ferragosto che gli pareva di essere a Cortina, ce lo ha detto lei.
- Certo è un bel viaggio, dovete attraversare tutta la città.
- Sì, ma prendiamo la circolare Uno. L'hai vista la circolare Uno, non inquina mica, sai?
- Allora è come quella che Ciampi ha portato in Cina, ai cinesi gli vendiamo migliaia di circolari Uno che non inquinano.
- Ma cosa vuoi che gli faccia la circolare Uno all'inquinamento dei cinesi, ho letto sul giornale che in tutta la Cina ci sono migliaia di ciminiere che scaricano nell'atmosfera e nei fiumi tonnellate di ossido di carbonio e altri veleni. Non vogliono neppure firmare il protocollo di Kyoto, sono come gli americani. I capi cinesi se ne fregano di avvelenare il globo e del protocollo di Kyoto, a loro gli interessano le armi, per questo Berlusconi ha fatto un appello agli stranieri europei.
- Tu sei succube dei giornali. Sei succube degli ecologisti, che sono fissati sull'atmosfera. E dei pacifisti che fanno guerre dappertutto. E poi ti ho detto che non era Berlusconi, era Ciampi. Che comunque un discorsino sulla democrazia agli studenti cinesi glielo ha fatto, quando i capi cinesi erano distratti lui è entrato in un'aula universitaria e ne ha approfittato.
- E i giovani cinesi come hanno reagito?
- Uno studente perbene ha detto: Glazie plesidente di espoltale da noi i vostli valoli, noi non vogliamo solo cilcolali, ma valoli, anche se solo olali. E un altro studente ha aggiunto: una clavatta cinque lile. Era uno studente ripetente.
- Dunque Berlusconi ha fatto fare una bella figura al nostro paese.
- Ti ho detto che è Ciampi, testone. Certo il prestigio dell'Italia ne esce rafforzato, e anche la nostra credibilità internazionale. Così imparano quegli stranieri europei che sospettano sempre di noi e ci chiamano magliari. Noi difendiamo la democrazia, capito? Per questo mandiamo i nostri ragazzi in missione di pace. Ma a proposito, tu cosa ci fai a questa fermata d'autobus? È la prima volta che ti ci vedo.
- Aspetto Gadot.
- E chi è Gadot?
- È la figlia di Godot.
- Buono quello. Secondo me la Gadot di qui non passa. Fa come suo padre, che non passò mai. Si fece aspettare per anni e non passò mai.
- Ma sì che passa. Vedrai che la Gadot passa. Intanto aspettiamo, devi avere fiducia, un giorno o l'altro passa. Intanto parliamo un po', che così passa anche il tempo.
Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012) ha pubblicato Piazza d’Italia (Milano, 1975), Il piccolo naviglio (Milano, 1978), Il gioco del rovescio (Milano, 1981), Donna di Porto Pim (Palermo, 1983), Notturno indiano (Palermo, 1984), I volatili del Beato Angelico (Palermo, 1987), Sogni di sogni (Palermo, 1992), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (Palermo, 1994), Marconi, se ben mi ricordo (Roma, 1997), La gastrite di Platone (Palermo, 1998), Racconti con figure (Palermo, 2011) e, con Feltrinelli, Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell’orizzonte (1986), I dialoghi mancati (1988; nuova edizione che comprende anche Marconi, se ben mi ricordo, 2019), la nuova edizione de Il gioco del rovescio (1988), Un baule pieno di gente (1990, nuova edizione 2019), L’angelo nero (1991), Requiem (1992), la riedizione di Piazza d’Italia (1993), Sostiene Pereira (1994, premio Viareggio-Rèpaci, premio Campiello, premio Scanno, premio dei Lettori e Prix Européen Jean Monnet), La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997), Gli Zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze (1999), Si sta facendo sempre più tardi (2001, Prix France Culture 2002), Autobiografie altrui (2003), Tristano muore (2004, miglior libro dell’anno secondo la rivista francese “Lire”), Racconti (2005), L’oca al passo (2006), Il tempo invecchia in fretta (2009), Viaggi e altri viaggi (2010), la riedizione de Il piccolo naviglio (2011), Romanzi (2012), Di tutto resta un poco (2013), Per Isabel (2013). Ha curato l’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond De Andrade (Sentimento del mondo, Torino, 1987). Ha ricevuto il Prix Médicis étranger e il Prix Européen de la Littérature in Francia;

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