Due parlamentari sorpresi a fumare - i capigruppo Udeur, Nuccio Cusumano e Mauro Fabris - ma pronti a giustificarsi: "Ci eravamo dimenticati, smettiamo subito". Le prime multe nei locali di Milano e negli ospedali pugliesi. Ma a dominare la seconda giornata di divieto è soprattutto un dibattito: si può fumare in casa in presenza di colf e badanti? Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello sostiene che la presenza di collaboratori domestici trasformi anche la casa privata in un luogo di lavoro, citando proprio la circolare del ministero "il divieto si applica anche nei locali privati aperti al pubblico e a utenti". Il ministero della Sanità invece conferma che la nuova legge non riguarda le abitazioni private. Ma se fossero stati loro al governo? Se ci fosse stato il centrosinistra alla guida del Paese, una legge come quella antifumo appena entrata in vigore l’avrebbe fatta? Meglio: se alla prossima legislatura l’opposizione dovesse arrivare al governo, questa legge la vorrebbe cambiare? Marco Rizzo, leader dei comunisti italiani, alza le spalle davanti alla provocazione lanciata dal ‟Riformista”: "La verità è che una volta arrivati al governo ci sarebbero così tante cose da cambiare prima della legge anti-fumo che davvero non riesco a pormi il problema, adesso". Rizzo non ha dubbi sulle priorità: "Lavoro, pensioni, immigrazione... ". Però un’idea su questa nuova legge sul fumo anche il leader dei comunisti italiani ce l’ha: "Sono moderatamente contrario. La vedo un po’troppo restrittiva: se potessi, la renderei un po’più libertaria". Il pensiero di Rizzo non è dissimile da quello di Fausto Bertinotti. Che però prima di commentare, preferisce ricordare l’impegno che proprio Rifondazione comunista ha messo in prima linea per rendere meno costrittiva questa norma. A cominciare dall’emendamento sulle carceri: alla fine è passato, in cella si può fumare, impossibile pensare di costruire spazi idonei dentro i penitenziari. Detto questo, in linea di principio il leader di Rifondazione non è contrario a questa legge. "La paura piuttosto è il problema di una ricaduta culturale. La paura di legittimare una crociata antiproibizionista: oggi contro i fumatori, domani contro qualcun altro". E se proprio la dovesse cambiare questa legge il leader dei comunisti avrebbe idee assolutamente simili a quelle di Alfonso Pecoraro Scanio. Il portavoce dei Verdi non esita: "L’ideale sarebbe proporre incentivi in favore degli esercenti affinché possano attrezzare in maniera adeguata le proprie strutture. In particolare mi riferisco, ovviamente, agli esercenti meno facoltosi: così fatta questa legge rischia di essere discriminatoria verso chi non può permettersi i lavori di ristrutturazione dei locali". Pecoraro Scanio, comunque, guarda con favore a questi nuovi divieti sul fumo: "Bisogna tutelare la libertà di respirare" dice. E poi ammette: "Sono anche un non fumatore. Tuttavia è ovvio che l’importante è avere un’applicazione intelligente della legge, non troppo restrittiva". Enrico Boselli, segretario dello Sdi, non ha dubbi: "E’una legge assolutamente civile. Certo, in questo momento potrebbe sembrare un provvedimento poco amato, ma tra qualche anno ce lo ricorderemo come una cosa del tutto naturale". Torna indietro con il pensiero Boselli: "Quando ero ragazzino ricordo che al cinema non si riusciva quasi a vedere il film perché si poteva fumare dappertutto. Ora non ci pensiamo neanche lontanamente".
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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