L’anglista Agostino Lombardo si è spento nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 gennaio 2005 al Policlinico di Roma. Nato a Messina nel 1927, allievo di Mario Praz, fu docente di Lingua e Letteratura inglese a Bari, Milano e Roma. Accademico dei Lincei, amico di Eduardo De Filippo, a cui dedicò il saggio Eduardo, da Napoli al mondo, la sua grande passione è stata il teatro shakespeariano: a lui si devono versioni di opere messe in scena da G. Barberio Corsetti, F. Branciaroli, S. Braunschweig, A. Calenda, S. Cardone, P. Carriglio, G. Cobelli, E. D’Amato, F. D’Avino, L. de Berardinis, F. Ricordi, S. Sequi, L. Squarzina, P. Stein e G. Strehler, sul quale ha pubblicato Strehler e Shakespeare. Su Shakespeare ha scritto, tra l’altro: Lettura del Macbeth (premio Bellonci per la critica); Il Fuoco e l’Aria (su Antonio e Cleopatra); L’eroe tragico moderno; La grande conchiglia (su La Tempesta). Per le sue traduzioni ha ricevuto il premio Grinzane-Cavour e il premio Achille Marazza.

A seguire una rassegna stampa in cui ne viene ricordata la vita e l’opera.

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