Riecheggiando le parole sul "vento del cambiamento" con cui un primo ministro britannico d´altri tempi, Harold Macmillan, annunciava la fine del colonialismo in Africa, Tony Blair vede una "brezza del cambiamento" soffiare oggi sul Medio Oriente.
All´indomani della conferenza sulle riforme palestinesi tenutasi a Londra, il leader laburista giudica con ottimismo i segnali di democratizzazione emersi recentemente nella regione: libere elezioni in Iraq e nei Territori palestinesi, l´annuncio di Mubarak che l´Egitto avrà per la prima volta un voto con più di un candidato per la presidenza, la "primavera di Beirut" che ha fatto cadere il governo filosiriano in Libano sotto un´ondata di proteste popolari, così come riforme minori in Kuwait e in altri paesi del Golfo Persico. "Un´autentica aria di cambiamento sta attraversando il Medio Oriente ed è importante che l´Occidente la incoraggi, perché da quella parte del mondo provengono tante delle tensioni e dei problemi con i quali ci scontriamo", dice Blair in un´intervista al Guardian, definendo "di immenso significato" le novità di questi mesi.
Riguardo alla situazione in Libano, il premier britannico si trattiene dall´accusare esplicitamente la Siria per l´assassinio dell´ex-primo ministro libanese Hariri e per l´attentato della settimana scorsa a Tel Aviv, ma esorta Damasco a cogliere "l´ultima chance" offerta dalla comunità internazionale: "Ci sono ben note preoccupazioni nei confronti della Siria e determinati obblighi a cui la Siria deve aderire", afferma Blair, alludendo al ritiro delle truppe siriane dal paese dei cedri e alla fine del sostegno a organizzazioni terroristiche come gli Hezbollah libanesi e la Jihad islamica palestinese. "Il mondo non tollererà qualsiasi tentativo di ingerenza nel diritto del popolo libanese di eleggere il proprio governo", aggiunge Blair in un´altra intervista, trasmessa ieri dalla rete televisiva araba al-Arabiya.
"Le manifestazioni di protesta del popolo libanese nelle strade di Beirut sono state molto importanti. La cosa migliore è lasciare che i libanesi decidano liberamente della propria sorte". Infine, riflettendo sulla conferenza sulle riforme nell´Autorità Nazionale Palestinese svoltasi martedì a Londra, il primo ministro britannico auspica che israeliani e palestinesi possano iniziare un negoziato diretto su un accordo di pace finale prima della fine dell´anno. Secondo le indiscrezioni trapelate al vertice londinese, i palestinesi vorrebbero lanciare immediatamente una trattativa diretta con Israele sullo "status finale" dei Territori; ma fonti dello Stato ebraico parlano di "anni" prima che la questione venga affrontata. Interpellato dal Guardian, tuttavia, Blair non smentisce che sia in discussione una proposta per convocare in settembre a Washington, con la mediazione degli Usa e di altri paesi, un summit per la pace fra le due parti, ma avverte che non è stata ancora presa una decisione in merito.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>