Arrivando a Manchester per un comizio, Tony Blair è stato accolto da un lancio di uova: i proiettili non lo hanno colpito, limitandosi a fare una frittata sul tetto della sua auto, ma guardie del corpo e polizia sono ugualmente entrati in azione.
I responsabili dell´agguato, due membri di ‟Father for Justice”, l´associazione che si batte per i diritti dei padri divorziati, già protagonista di azioni clamorose in passato, sono finiti agli arresti. ‟Il lancio di uova è un assaggio”, avvertono, ‟nelle prossime settimane rincorreremo Blair in tutto il paese”. Il leader laburista, tuttavia, resta tranquillo: non è il genere di minacce che lo preoccupano. La campagna elettorale per il voto del 5 maggio prossimo procede nel modo migliore per il Labour: di guerra in Iraq - l´argomento più a rischio per il governo - non parla più nessuno, l´economia continua a crescere e i sondaggi confermano l´unanime previsione di una vittoria laburista alle urne.
L´ultimo, pubblicato dall´Independent, assegna al Labour il 38 per cento contro il 32 per i conservatori. Il solo dubbio, concordano i commentatori, in effetti riguarda l´ampiezza della vittoria di Blair. Se il risultato fosse simile a quello descritto dal sondaggio, i laburisti avrebbero un margine di circa 130 seggi alla camera dei Comuni, meno dei 166 attuali ma comunque soddisfacente dopo due anni di feroci polemiche sull´Iraq, che hanno diviso il paese e il partito. Se viceversa Blair ottenesse una maggioranza di appena 30-40 deputati, la vittoria sarebbe interpretata come una sconfitta e aumenterebbero le pressioni su di lui per dimettersi, lasciando il posto al suo rivale interno, il cancelliere dello Scacchiere (ossia ministro del Tesoro) Gordon Brown.
Per evitare uno scenario simile, il primo ministro ha richiamato al suo fianco gli strateghi delle sue due precedenti affermazioni elettorali (‘97 e 2001), Peter Mandelson e Alistair Campbell. Commissario europeo a Bruxelles, Mandelson non può apparire di persona: ma ha offerto a Blair lo staff della sua fondazione politica londinese, oltre che preziosi consigli privati.
Campbell, che si dimise da direttore delle comunicazioni di Downing street nel pieno delle controversie sulla guerra in Iraq, è invece rientrato ufficialmente, col ruolo di consulente del team elettorale del Labour. Porta probabilmente la firma dei due spin master, maestri di manipolazione mediatica, il primo spot della campagna: un filmato di cinque minuti, diretto da Anthony Minghella, regista premio Oscar de Il paziente inglese, che riprende Blair e Brown insieme sotto una calda luce, nelle stanze del governo, poi in un pub, quindi tra la gente. Nonostante la rivalità, Brown recita con convinzione la parte del partner fedele, capendo che una vittoria risicata gli farebbe ereditare la premiership più in fretta ma in prospettiva indebolirebbe sia lui che il partito.
Il film su Blair e Brown, ribattezzato dalla stampa ‟scene da un matrimonio”, non è l´unica novità di questa campagna elettorale 2005. Un´altra sono i messaggi scritti a mano, come la ‟lettera aperta” inviata da Blair ai lettori del Daily Mirror, quotidiano filolaburista un po´ raffreddatosi nei suoi confronti: riprodotta in prima pagina, la grafia del premier trasmette un´intensità che non avrebbe alcun testo dattiloscritto.
Un´altra ancora è la decisione di abolire il tradizionale "tour" del paese in bus, sostituito da spostamenti in elicottero: per andare in più luoghi e vedere più gente in minor tempo.
E non è escluso che sia frutto della coppia Mandelson&Campbell anche l´idea di far intervenire l´allenatore del Manchester United, il mitico Alex Ferguson, con un articolo sui giornali per invitare gli elettori a votare laburista: a partire dai tifosi di calcio, ovviamente.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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