Il governo pakistano ha annunciato ieri l'arresto di un nome d'alto livello di al Qaeda. Abu Faraj Farj al Liby, libico, è stato definito il "numero tre" della rete islamista, dopo Osama bin Laden e Ayman al Zawahiri. Soprattutto, ha detto ieri il ministro dell'informazione Sheikh Rashid Ahmed, sarebbe il "capofila" dei due tentativi di assassinare il presidente pakistano Parvez Musharraf nel dicembre del 2003, andati molto vicino all'obiettivo. Oltre 200 persone sono state arrestate per quegli attentati, tra cui ufficiali di basso livello dell'esercito pakistano. Il cittadino libico, su cui il governo pakistano aveva messo una taglia di 20 milioni di rupìe (circa 340mila dollari), non è il primo "numero tre" di al Qaeda arrestato. Così era stato definito anche Khalil Sheikh Mohamed, preso nel marzo 2003 sempre in Pakistan: il ministro Ahmed ha detto che al Liby in effetti ha preso il suo posto diventando il più importante elemento operativo di al Qaeda. Insomma: è "un bel colpo, un arresto molto importante", ha detto il ministro. Stessi toni da Washington: "È un grande successo nella guerra globale al terrorismo", ha detto il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan - il presidente George Bush ha aggiunto che "una minaccia diretta" agli Usa è stata eliminata.
I dettagli sull'arresto restano imprecisi. Il ministro dell'informazione ha detto che al Liby è stato preso martedì in una località del Waziristan meridionale, nei territori "tribali" alla frontiera con l'Afghanistan dove l'esercito pakistano conduce da oltre un anno successive operazioni contro combattenti "al Qaeda e loro simpatizzanti islamisti". Il ministro dell'interno Aftab Sherpao ha però dichiarato all'agenzia Reuter che l'arresto è avvenuto diversi giorni fa. Fonti anonime di intelligence pakistane dicono alle agenzie che al Liby è stato arrestato a Mardan, presso Peshawar, la capitale della Provincia di nord-ovest confinante con l'Afghanistan (almeno 350 chilometri dal Waziristan meridionale). L'arresto è avvenuto con l'aiuto dell'intelligence degli Stati uniti, aggiunge la reuter. In ogni caso, che sia il Waziristan o Mardan, sarebbe la prima volta che un "pezzo grosso" di al Qaeda viene preso nella zona dove secondo i servizi segreti pakistani e Usa si troverebbero bin Laden e al Zawahiri. Gli altri arresti illustri di al Qaeda in Pakistan sono avvenuti in zone urbane del paese.
L'ultimo arresto è annunciato pochi giorni dopo la visita a Islamabad del comandante delle truppe Usa in Afghanistan, luogotenente-generale David Barno, e del capo del comando centrale generale John Abizaid: pare che abbiano insistito perché il Pakistan rilanci la campagna militare contro al Qaeda e Taleban. Gli americani sono preoccupati dalla ripresa di guerriglia questa primavera in Afghanistan: credevano di averla neutralizzata togliendogli appoggi, e reintegrando i "moderati" del vecchio regime Taleban. Quelche giornale dice che le operazioni militari pakistane nei territori "tribali" sono già riprese: ma Islamabad ne parla il meno possibile, per non riaccendere polemiche interne.
Marina Forti

Marina Forti

Marina Forti è inviata del quotidiano "il manifesto". Ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico. Dal 1994 cura la rubrica "TerraTerra" che riporta storie quotidiane in cui si intrecciano ambiente, sviluppo e conflitti. Ha ricevuto, nel 1999, il prestigioso premio "Giornalista del mese".

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