Altro che nozze gay come in Svizzera: a Catania se sei gay devi sudare anche per la patente di guida. Lo testimonia la disavventura capitata a un giovane commerciante catanese che ha chiesto 500.000 euro di risarcimento ai ministeri della difesa e dei trasporti per l'umiliazione subita. Dopo che alla visita di leva si era dichiarato omosessuale, ha raccontato, la motorizzazione civile gli ha revocato la patente dubitando della sua idoneità psico-fisica a guidare l'auto. L'esercito l'ha schedato come soggetto con problemi psichici e la burocrazia poi ha fatto il suo corso. Era già accaduto altre volte a persone che si erano dichiarate omosessuali ed erano state congedate come soggetti psicolabili. Dopo il ritiro della patente succede poi che bisogna sottoporsi a una comica trafila di esami per dimostrare l'ovvio, ovvero che l'omosessualità non influisce sulla capacità di guidare. Nel caso di Catania, però, la vittima dello scherzo della burocrazia ha deciso di rivolgersi alla magistratura per ottenere la revoca del provvedimento e per chiedere un risarcimento. Dal Tar ha già ottenuto una sospensione della revoca della patente, ma con argomenti che francamente lasciano di stucco non meno del fatto che nell'esercito gay sia ancora sinonimo di psicopatico.
"L'omosessualità - osservano i giudici del Tar di Catania - non può essere considerata un fatto che fa sorgere dubbi sull'idoneità psico-fisica del titolare della patente di guida" perché non è "una vera e propria malattia psichica" ma "un mero disturbo della personalità" tale da "giustificare l'esonero dal servizio di leva" ma "non certo l'adozione di ulteriori misure sfavorevoli". Anche per questi magistrati sembra arrivato il momento di prevedere un tagliando.
Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli, nato a Milano nel 1963, giornalista, partecipa da vent’anni alle iniziative del movimento omosessuale, come militante, scrivendo, discutendo e anche litigando. Ha lavorato a “il manifesto” dal 1986 al 1996. Per Feltrinelli ha pubblicato Il movimento gay in Italia (1999) e ha curato, con Paola Mieli, Elementi di critica omosessuale (2002) di Mario Mieli.

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