Nella complessa indagine sull´attentato, Scotland Yard ha potuto contare sulla collaborazione di un personaggio che di queste cose un po´ se ne intende: Robert Kiley, presidente di ‟Transport for London”, l´agenzia britannica che opera la metropolitana e gli autobus della capitale, non si è sempre occupato soltanto di trasporti urbani nella sua lunga e prestigiosa carriera. Per un decennio, dalla fine degli anni Cinquanta alla fine dei Sessanta, è stato un agente segreto della Central Intelligence Agency, il servizio di spionaggio americano.
Reclutato giovanissimo dalla Cia all´università di Harvard, dove stava prendendo un dottorato in relazioni internazionali, svolse missioni clandestine in ottantasette paesi del globo, talvolta sotto le finte spoglie di funzionario della United States Agency for International Development, un´organizzazione umanitaria. La sua specialità era fornire fondi occulti a gruppi giovanili stranieri, infiltrandoli per ottenere informazioni durante la guerra fredda. Smascherato nel 1967 da una rivista di contro-informazione, gli fu assegnato un posto a Langley, il quartier generale della Cia, dove continuò a salire di grado fino a diventare ‟assistente esecutivo”, ossia braccio destro, di Richard Helms, l´allora direttore dell´agenzia.
Due anni più tardi, nel 1969, diede inaspettatamente le dimissioni. Una clausola legale gli vieta di raccontare alcunché, ma chi lo conosce sostiene che fu a causa della sua opposizione alla guerra in Vietnam. Nonostante la sua attività, del resto, Kiley non simpatizzava per i repubblicani di Nixon, all´epoca presidente degli Stati Uniti. Da giovane aveva militato nel partito democratico e votato per John Kennedy. Non a caso, da quel momento, la sua carriera proseguì grazie a leader democratici.
Michael Dukakis, governatore del Massachusetts (e candidato democratico alla presidenza, nel 1988, contro Bush senior), lo nominò direttore della derelitta metropolitana di Boston, che Kiley rimise in sesto. Poi fu il governatore di New York Mario Cuomo a chiamarlo a dirigere una metropolitana ancora più dilapidata e violenta, nella Grande Mela, e rimise a posto anche quella. Dopo gli attentati dell´11 settembre 2001 contro l´America, il sindaco di Londra, Ken "il Rosso" Livingstone, gli chiese di fare altrettanto per i servizi di trasporto pubblico della capitale britannica. ‟Non avrei mai immaginato di assumere un ex agente della Cia”, gli disse Livingstone nel primo colloquio. ‟Non avrei mai immaginato di lavorare per un ex-trotskista”, gli rispose Kiley. Ma sono diventati amici per la pelle, e hanno affrontato insieme l´attacco terroristico che ha colpito Londra.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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