È il giorno delle partenze e degli arrivi per i turisti del Mar Rosso. È il giorno che parte il nuovo turno dei pacchetti ‟volo+sei-giorni/sette-notti”. È sabato. E alle sette del mattino il terminal 2 dell’aereoporto di Malpensa non ha nulla da invidiare a un girone dantesco: i charter che sarebbero dovuti partire non partono più, quell’attesa non è soltanto un semplice ritardo. La notizia comincia a filtrare e a passare di bocca in bocca e a generare panico, sconcerto. Sarà soltanto l’inizio di una giornata fatta di stress, confusione, rabbia. Senza scordare i morti di laggiù. È il giorno che cominciano le vacanze. E alle otto e un quarto del mattino a Malpensa colpisce l’urlo che attraversa la fila al banco del tour operator ‟Sette mari”. Urla da stadio: è arrivato il fax dalla Farnesina: sconsiglia di partire per Sharm el Sheikh. ‟Bene, così la compagnia è obbligata a trovarci un’altra rotta”, la soddisfazione di Gaia e Antonella, quarant’anni in due, i capelli innaffiati di gel. Allo scalo romano di Fiumicino il fax del ministero degli Esteri non arriva che alle dieci e mezza. O perlomeno è a quell’ora che i tour operator ne danno notizia a chi è dalle cinque che aspettava di imbarcarsi. E Fabiola Cervelli ed Ivano Lupi adesso sì, adesso ci devono credere per forza che il loro viaggio è saltato in aria. Il loro primo viaggio all’estero, il loro primo viaggio da fidanzati. Fabiola ha 18 anni, Ivano 19. Ma è Gabriele Giraldi, 35 anni, che dà voce in un fiato anche alla loro rabbia: ‟Voglio partire a tutti i costi. Non voglio dare soddisfazione a questi bastardi”.
È il responsabile marketing di una multinazionale Gabriele Giraldi, a Sharm el Sheikh voleva andare per una settimana, con la moglie. Probabilmente ieri anche lui è finito a Corfù insieme con Ivano e Fabiola o magari in Sardegna, come qualche turista di Bologna, o in Calabria o in Tunisia come le proposte alternative di Milano o Catania o Napoli o Torino.Si sono ripetute in fotocopia ieri le giornate nei terminal di tutta Italia. Perché i voli diretti a Sharm el Sheikh sono stati annullati, praticamente tutti. E ci vuole poco a fare i conti per capire la follia delle ore che hanno attraversato gli aereoporti e i check-in. Basti pensare a quanti italiani sono oggi in vacanza al mare di Sharm. O, meglio, quanti ce ne erano venerdì notte, al momento delle esplosioni: oltre trentamila, ci hanno fatto sapere. È una meta vicina, Sharm el Sheikh. Attrezzata, economica. Affollata.
Pierangelo Spada a Sharm ha preferito la vicina Marsa Alam per una vacanza con la moglie e la loro piccola, Francesca di undici anni. Lui come Roberta Parodi, che ieri mattina a Malpensa era arrivata da Genova con il fidanzato e un bel sorriso sulle labbra. Loro come Carla e Matteo Ferrari, professionisti milanesi. Sono tutti al banco ‟Turisanda”: il loro volo parte, la compagnia ha appena detto ok. Ma Massimo Giannotti non ci sta: ha paura, vuole una meta alternativa. È lì con sua moglie e le sue tre ragazze, Sofia, Cecilia, Martina. È lì con la sua carica di rabbia che in un attimo si scioglie in commozione: ‟È il viaggio della mia vita questo. Dovevamo festeggiare vent’anni di matrimonio. È più di un anno che pensiamo e ripensiamo la meta migliore”. Gli occhi si bagnano, il naso cola un po’. E Roberta Parodi scoppia in pianto: ‟Non è giusto. Non ci possono distruggere così le nostre vite”.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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