Lo chiamano Second Life. È un gioco (si fa per dire) su Internet, dove uno si inventa una seconda vita, nel senso che in modo virtuale si compra la casa dei suoi sogni, fa le vacanze dove non ha mai potuto, acquista gli oggetti del desiderio a cui di solito non ha accesso. E, già che c’è, trova o immagina nuovi amici, il lavoro che avrebbe voluto fare, la donna dei suoi sogni, i figli come li avrebbe voluti avere, persino un se stesso come gli sarebbe piaciuto essere. Costo 10 euro. Il gioco riscuote molto successo e dice due o tre cose su cui val la pena di riflettere.
La prima è che la perduta fede nell’aldilà, che l’immaginazione religiosa ci concedeva, dobbiamo cercarla qui, adesso e subito, in quella trascendenza che la virtualità di internet ora ci concede. Perché l’uomo, che non ha mai accettato la realtà così com’è, ma è sempre andato alla ricerca di una migliore, non può arrestare quella vera opera di civiltà che è l’immaginazione di un mondo migliore, più a misura di quell’essere sconosciuto perfino a se stesso che è l’uomo così come oggi è diventato. La seconda considerazione è che se c’è così tanto bisogno di immaginazione vuol dire che la vita che conduciamo è così alienata che Marx, quando parlava di ‟alienazione”, sbagliava solo per difetto. Infatti, siamo tutti funzionari di apparati i cui unici regolatori sono produttività ed efficienza, in un deserto di senso, per cui capire cosa ci facciamo al mondo è un’impresa ardua, che solo la routine del lavoro quotidiano attutisce. Qui vien da pensare che non si lavora tanto per vivere, quanto per seppellire angoscia. La terza riflessione è una sorta di appello alla nostra forza. Quanta ne abbiamo per cambiare il mondo, per inventare scenari reali e non virtuali che siano al di fuori di quell’unico generatore simbolico dei nostri comportamenti che è il denaro? Sappiamo ancora guardare un cielo e scoprire le stelle nelle nostre città illuminate? Sappiamo ancora concederci il tempo nelle nostre giornate indaffarate? Disponiamo ancora di un orizzonte aperto e non murato dagli edifici di fronte? Abbiamo ancora un sogno che solo la nostra debolezza ci impedisce di realizzare? Davvero abbiamo barattato quasi tutta la nostra possibile felicità per un po’di sicurezza? Perché se tutto ciò è già accaduto, non sarà certo internet a restituirci tutte le possibilità che non abbiamo inseguito. E il successo di questo gioco dell’immaginazione, se da un lato ci conferma di quante ideazioni la nostra anima è ancora capace, approfittiamone non per crearci in modo virtuale una seconda vita, ma per realizzare, nell’unica vita reale che ci è data, tutto quel possibile che rimane inespresso, spento prima di nascere, e così ignorare per sempre quella splendida definizione dell’uomo che Nietzsche ha coniato quando ne parlava come dell’"animale non ancora stabilizzato", e quindi capace di ‟futuro” che non coincide propriamente con il ‟virtuale”.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>