Una nuova ode di Saffo: la notizia non è poco. Fin dall’antichità, su Saffo sono fiorite le leggende. Come morì? Secondo alcuni, innamorata del bellissimo Faone e da lui respinta, si sarebbe suicidata gettandosi dalla rupe di Leucade. Controverso il suo aspetto: per Ovidio, la natura le aveva negato i doni della bellezza; ma per Alceo, suo contemporaneo, Saffo è «pura, chioma di viola, dolce sorriso». Una donna, si direbbe, tutt’altro che priva di fascino. Oggetto di imbarazzo, per molto tempo, la sua sessualità: Saffo era a capo di una di quelle associazioni (tiasi), in cui le fanciulle aristocratiche vivevano in comunità, prima del matrimonio, e per alcune di esse scrisse poesie d’amore tra le più belle mai scritte. Solo da poco (superata la pruderie dalla quale non fu immune neppure il grande Wilamowitz) il problema viene visto nella giusta prospettiva, all’interno dei canoni di un’etica sessuale che in determinati periodi della vita prevedeva rapporti fra persone dello stesso sesso. Ma il nuovo frammento non parla d’amore. Come già in un’altra ode (fr.1), Saffo rivolge una supplica ad Afrodite: in quel caso per riconquistare un amore; in questo caso, per avere la meglio su Andromeda, «maestra» di un tiaso rivale. E quindi chiede che la sua fama raggiunga «tutti gli uomini che il sole avvolge coi suoi raggi». Infine, un riferimento all’Acheronte, il fiume che conduce all’Ade, suggerisce che Saffo aspirasse anche al ricordo dei posteri, per i Greci la sola, vera forma di immortalità. Singolare che Saffo riveli una simile aspirazione, abitualmente maschile. Gli uomini acquistavano gloria eterna incontrando con le armi in pugno «la bella morte». L’arma cui Saffo affida la sua immortalità è la parola, da quel momento in poi negata alle donne greche.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2011), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. I problemi della famiglia dai romani a noi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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