I politici che disobbediscono a santa madre chiesa appoggiando ‟leggi che non tutelano la famiglia” saranno spediti a letto senza la comunione. Lo promette dalla platea del sinodo dei vescovi il cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, scagliandosi con particolare ricchezza linguistica contro il demonio della legalizzazione delle coppie di fatto. Specialmente se omosessuali, sottolinea il cardinale: ‟Peggio ancora quando si tratta di coppie dello stesso sesso, cosa finora sconosciuta nella storia culturale dei popoli e nel diritto”. Queste unioni di fatto di cui si sente tanto parlare, per Trujillo, sono ‟denaro falso messo in circolazione”, una ‟finzione giuridica chiaramente contraria ai comandamenti di Dio e alla legge naturale”. Insieme a piaghe già note come il divorzio e l'aborto, feriscono ‟un modo letale” il tessuto sociale e richiedono una risposta aggressiva da parte della chiesa. ‟E' in gioco il futuro dell'uomo”.
Ciò che va rimesso in discussione una volta per tutte è la ‟cosiddetta libera scelta politica, che avrebbe il primato sui principi evangelici ed anche sulla retta ragione”. I politici cattolici devono sapere che ‟non si può separare una cosiddetta opzione personale dal compito socio-politico” e devono marciare come tanti bravi soldatini alla musica del Vaticano. Altrimenti niente comunione, appunto, con tutti i benefits che comporta nell'aldiqua e nell'aldilà.
I politici e i legislatori ‟devono sapere che proponendo o difendendo leggi inique, come quelle che non tutelano la famiglia”, (divorzio, aborto, eterologa, unioni gay) si prendono ‟una grave responsabilità e devono porre rimedio al male fatto e diffuso per poter accedere alla comunione con il Signore”. Una volta bastava pentirsi e confessarsi, ma adesso sono tempi duri. D'altra parte, si chiede il cardinale, ‟si può permettere l'accesso alla comunione eucaristica a coloro che negano i principi e i valori umani e cristiani?”. Chissà quanto saranno fischiate le orecchie a tanti buoni cattolici del centrosinistra in odore di Pacs. ‟Quei sedicenti cattolici alla Prodi o alla Fassino”, come dice il presidente della consulta etico-religiosa di An, Riccardo Pedrizzi, ‟che credono di poter operare un divorzio tra la fede e la vita, e quindi anche la politica, con uno sdoppiamento schizofrenico della loro personalità”. Il dottor Prodi è mister Hyde? Di sicuro, chi ha in mente di cambiare le regole andando incontro a esigenze diverse da quelle della chiesa è il bersaglio privilegiato dei sempre più frequenti e grotteschi attacchi delle gerarchie. Perciò dovrà fare una scelta, possibilmente prima delle elezioni: o con il Vaticano o con il buonsenso.
Il cardinale Trujllo, comunque, si è guadagnato un invito a scendere di persona nelle bolge infernali in cui regnano coppie di fatto di tutti i sessi. Glielo manda il deputato Ds Franco Grillini, proponendogli di intervenire al congresso della Lega italiana famiglie di fatto in programma a Roma il 25 e 26 novembre prossimi. Il cardinale potrà così, spiega Grillini, ‟rendersi conto di persona che le nuove famiglie, che saranno presenti in massa, non sono `un attentato alla natura stessa della famiglia' o peggio ancora `denaro falso messo in circolazione'‟. Un invito anche più interessante lo rivolge a Trujillo l'associazione di credenti gay ‟Nuova proposta”, che già dal nome è di buon auspicio: invece di concentrarsi tanto sul sesso, la chiesa farebbe meglio a prendere la parola ‟contro quei politici che propongono e votano leggi sul traffico d'armi, sulle guerre preventive o no e per un'economia che distrugge il creato, opera di Dio”. Amen.

Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli, nato a Milano nel 1963, giornalista, partecipa da vent’anni alle iniziative del movimento omosessuale, come militante, scrivendo, discutendo e anche litigando. Ha lavorato a “il manifesto” dal 1986 al 1996. Per Feltrinelli ha pubblicato Il movimento gay in Italia (1999) e ha curato, con Paola Mieli, Elementi di critica omosessuale (2002) di Mario Mieli.

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