Fare aereoplanini di carta è un gioco del passato, a bassissima tecnologia, che continua ad attirare appassionati anche nel nostro tempo high-tech. Se ne occupano libri, giornali, siti Internet, associazioni, campionati, con tanto di record finiti nel Libro dei Primati, e in questi giorni ne è stato stabilito uno nuovo: il volo più lungo e il design più riuscito del Regno Unito, messo a segno da un velivolo di carta chiamato "Spruce Moose" (alla lettera significa Alce Elegante), costruito con un piccolo segreto da uno studente universitario (guarda caso di aereonautica) in una sfida organizzata dalla Leeds University, e presa talmente sul serio dai media nazionali che il quotidiano "Guardian" vi ha dedicato quasi una pagina intera, con tanto di fotomontaggio per spiegare come si fabbrica questo ‟Alce” volante di cartone. ‟Gli aereoplani di carta sembrano la cosa più semplice del mondo”, commenta il professor Andrew McIntosh, promotore dell’iniziativa, ‟ma sono un ottimo strumento per apprendere le leggi della fisica e per sperimentare nuovi design adatti al volo”. A competizione terminata, il vincitore, Steve Bond, ha rivelato il suo segreto: lo "Spruce Moose", che ha la forma aereodinamica di un caccia militare F14A, il celebre "Tomcat", viene piegato in modo da conservare una linea affilata e compatta per il suo volo verticale, quando viene lanciato verso l’alto, ma da aprirsi gradualmente una volta raggiunto l’apice della traiettoria, così da planare gentilmente verso terra. ‟Un trucchetto che ho imparato al mio liceo, a Bromley, nel Kent”, ha raccontato dopo la gara lo studente, il cui accorgimento era consentito dalle regole del gioco ed è stato anzi lodato dagli organizzatori. L’aeroplanino ha volato per sette secondi, che non sono molti, ma avrebbe continuato la sua corsa se non fosse andato a sbattere contro un cartello con la scritta "divieto di fumo", e ha comunque ottenuto il primo premio della giuria per l’originalità e la funzionalità del design. Tra gli altri concorrenti, giunti a Leeds per l’occasione da ogni angolo della Gran Bretagna, si sono segnalati un aereo ispirato al Concorde, un altro, l’Avenger (il Vendicatore), per la forma da "guerre stellari", un terzo, il Bar Five, completo di una coda a origami. ‟C’è qualcosa da imparare da tutti, sia per migliorarsi in vista di sfide future di questo tipo, sia per ispirare invenzioni ben più costose”, ha commentato alla fine il professor McIntosh, il cui dipartimento di fisica, alla Leeds University, è noto per le più stravaganti applicazioni della scienza, come la costruzione di ponti con spaghetti crudi, per citarne un’altra. Ufficialmente, secondo il Libro dei Record, il primato di volo per gli aereoplani di carta fu raggiunto nel 1998 ad Atlanta, negli Stati Uniti, con uno stupefacente tempo di 27 secondi e 6 decimi, ma il nuovo campione britannico Steve Bond e i suoi colleghi sospettano che sia stato stabilito in condizioni particolari, usando un aereo non del tutto di carta, per esempio, o con ali eccezionalmente larghe, o addirittura sfruttando una galleria del vento.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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