Giovanni Consorte gioca le ultime disperate carte per ottenere il via libera a lanciare l’attacco sulla Bnl. In mattinata recapita personalmente un esposto alla Procura di Bologna, già annunciato la sera prima, volto a ‟individuare coloro i quali a partire dal giugno 2005 hanno avviato una sistematica azione contro l’Unipol, i suoi esponenti e i suoi azionisti”. Quindi, nel pomeriggio, una visita in Banca d’Italia per confrontarsi con Giovanni Castaldi e Claudio Clemente, i due funzionari della Vigilanza che nutrono più di un dubbio sui numeri del conglomerato finanziario che nascerà se Unipol conquisterà Bnl. Un faccia a faccia che si svolge proprio nel giorno in cui scatta la procedura d’infrazione da parte della Commissione Ue verso l’Italia. Il tutto sulla scia delle voci sull’imminente offensiva giudiziaria, poi confermata in serata, e in un clima politico che si sta surriscaldando.
Fin dalla scorsa estate l’operazione Unipol-Bnl aveva suscitato un aspro confronto soprattutto all’interno della sinistra e l’altra sera Francesco Rutelli, a Firenze, ha riacceso la miccia: ‟È un’impresa molto, molto ambiziosa - ha detto il leader della Margherita riferendosi all’operazione Unipol - giudicheranno le autorità di controllo. Ma non mi sembra positivo che nelle grandi vicende finanziarie ci si debba affidare alla magistratura”. Sotto i riflettori ci sono la Procura di Milano e quella di Roma che nei giorni scorsi hanno iscritto nel registro degli indagati Consorte con l’ipotesi di concorso in aggiotaggio. Nessuna reazione, però, per il momento, da parte dei Ds sull’argomento Unipol, non oggetto di discussione da parte della segreteria. ‟Non era un tema all’ordine del giorno - ha affermato Maurizio Migliavacca, esponente della Quercia - e inoltre la segreteria non si occupa di questioni legate all’autonoma attività di un’impresa”. Ma a sollevare il tema della "sostenibilità" dell’operazione Unipol-Bnl ha pensato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: ‟Non ho mai messo in dubbio che l’Unipol fosse in diritto di fare operazioni finanziarie. Ma mi è sembrato un passo più lungo della gamba: l’Unipol è troppo piccola per la scalata Bnl, cosa che ha bisogno anche di molti investimenti”.
Il destino dell’operazione pensata e lanciata da Consorte è in mano agli uomini della Banca d’Italia e della Consob. L’iter autorizzativo si è trascinato per mesi poiché nessuno vuole prendersi la responsabilità di dare il via libera all’operazione con le indagini della magistratura in corso. Da Bologna auspicano che l’incontro di ieri con i tecnici della Vigilanza sia stato sufficiente a sbrogliare gli ultimi nodi e attendono il disco verde la settimana prossima. Ma una nuova richiesta di informazioni da parte della Banca d’Italia farebbe slittare l’operazione al nuovo anno con tutte le conseguenze del caso. Inoltre la Consob sta attendendo alcune risposte da Unipol riguardo i rapporti intercorsi con la Deutsche Bank e la Banca Popolare dell’Emilia che potrebbero configurare un patto occulto non dichiarato. Gli uomini di Lamberto Cardia stanno anche valutando la necessità di imporre all’Opa obbligatoria un prezzo più alto rispetto ai 2,7 euro offerti da Unipol. Una decisione in grado di scompaginare i piani finanziari preparati da Consorte e dai suoi consulenti. Tra l’altro proprio ieri si è svolta una colazione di lavoro tra il presidente della Consob e il governatore della Banca d’Italia, alla presenza dei rispettivi staff, in cui potrebbe essere stato toccato il tema caldo Unipol. Ma sarà curioso vedere quale delle due Authority si muoverà per prima. ‟C’è un rischio enorme di credibilità, qualunque decisione venga presa dalla Banca d’Italia su Unipol”, ha detto il senatore dei Ds Cesare Salvi riferendosi alla perdita di credibilità subita da Antonio Fazio negli ultimi mesi. E per finire è andata in scena l’ennesima schermaglia tra Consorte e il presidente di Bnl Luigi Abete, tornato a reclamare l’inadeguatezza dell’offerta Unipol. ‟Gli unici organi preposti a valutare il prezzo e i coefficienti patrimoniali Unipol-Bnl sono gli organi di controllo”, è stata la secca risposta della compagnia.
Giovanni Pons

Giovanni Pons

Giovanni Pons lavora alla redazione milanese de ‟la Repubblica” come caposervizio dell'economia. Ha esordito a ‟Milano Finanza” e ha scritto successivamente per altri periodici specializzati: ‟Investire”, ‟Borsa & Finanza” e ‟Gente Money”. Ha seguito i principali eventi finanziari di questi anni: dalle lotte di potere per il controllo di Mediobanca ai riassetti del sistema bancario. È coautore con Oddo de L'affare Telecom.

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