Non c´è solo Antonio Fazio e la sua famiglia tra i destinatari dei regali natalizi di Gianpiero Fiorani. ‟Repubblica” è infatti riuscita a recuperare l´intero documento estratto dal computer del banchiere di Lodi in una perquisizione di qualche mese fa. Dal documento emerge che tutto il vertice e i funzionari più importanti della banca centrale, in totale una cinquantina di persone, erano nella lista dei beneficiati dalla banca gestita da Fiorani. Il quale dedicava un´attenzione specifica e, si potrebbe dire, quasi scientifica, alla gratificazione di coloro che potevano servire alla sua causa. I regali venivano infatti "dosati" sapientemente a seconda del grado e della funzione ricoperta dal funzionario o dal dirigente.
Ai componenti del direttorio, per esempio, Fiorani destinava oltre al classico set di cibarie lodigiane confezionato da Rovida (il rinomato salumaio di Lodi di cui il banchiere si serviva anche per i catering), a due bottiglie di champagne Dom Perignon e alla confezione Erbolario, anche un cadeux più ricercato. Per il direttore generale Vincenzo Desario e il vice direttore Antonio Finocchiaro la scelta è ricaduta sulla foglia di vite in argento del gioielliere Buccellati mentre per l´altro vice direttore Pierluigi Ciocca si è preferito il set da ufficio (tagliacarte e lente), ma sempre di Buccellati. Quale sia il valore reale di questi oggetti è difficile dirlo, anche perché i regali risalgono al 2003, e non si può escludere che possano essere stati restituiti o destinati in beneficienza.
L´occhio di riguardo di Fiorani si rivolge anche alle segretarie dei funzionari che contano e ai commessi che forse chiudono un occhio quando varca il portone di via Nazionale. Le segretarie vengono spesso omaggiate con un portafoglio da donna di Cartier, oggetto semplice ma griffato sicuramente gradito a Sandra Zecchiaroli e Dora Diotaiuti, assistenti di Angelo De Mattia, a Rosella Sabbatini, segretaria di Clemente, o a Francesca Dottarelli, segretaria dell´ex numero uno della Vigilanza Bruno Bianchi. Il tocco del banchiere si coglie anche con la persona di fiducia del governatore, Maria Antonietta Bianchi, cui spetta lo stesso trattamento riservato ai componenti del direttorio: la foglia di vite in argento Buccellati. Il debole di Fiorani per le donne si percepisce in almeno due altre occasioni. Alla signora Bianchi viene fatto pervenire un set di borse da viaggio Prada e un volume di ricette mentre alla moglie di Umberto Proia, il capo del team ispettivo che era entrato nella Popolare di Lodi nel 2001, spetta il portamonete Cartier. E la munificienza cresce per altri due funzionari chiave: il vice direttore di Bankitalia di Milano, Anna Maria Ceppi, che dal 1979 in poi è passata per la vicedirezione della sede di Genova e per la direzione di Vercelli e di Alessandria. Per la Ceppi dal 1997 in poi, la regalistica registra un salto di qualità: un bracciale Pomellato (1999), una sveglia di Cartier (2000), una borsa di Cartier (2001), un centrotavola in argento Buccellati (2002) e una borsa da viaggio Prada (2003). Trattamento simile a quello riservato ad Anna Maria Tarantola, oggi direttore della filiale di Brescia della Banca d´Italia e in precedenza direttore a Varese e a Milano. Anche in questo caso le regalie crescono con l´arrivo di Fiorani al vertice della banca lodigiana, e cioè dal 1999, anno in cui il ragioniere della Bassa invia a Tarantola un bracciale Tiffany. L´anno successivo cambia la marca (Pomellato al posto di Tiffany) ma non l´oggetto (braccialetto) mentre nel 2001 si passa a un orologio donna fondo nero Cartier.
La generosità della Bpi per la Banca d´Italia rientrava nella normale attività di pubbliche relazioni di una banca o è qualcosa di più? Difficile dirlo in mancanza di un codice etico che non fissa tetti monetari ai doni. Si può solo osservare l´anomalia di un´operazione che viene gestita personalmente dall´amministratore delegato attraverso il suo computer d´ufficio con un occhio di riguardo, ça va sans dire, per il governatore e famiglia.

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