In Consob ormai pare abbiano deciso. A giorni comunicheranno all’Unipol l’esistenza di un patto occulto tra la compagnia bolognese e la Deutsche Bank e forse anche con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna nella scalata alla Bnl e di conseguenza una variazione all’insù del prezzo dell’Opa obbligatoria. Se non è uno stop definitivo all’operazione studiata da Giovanni Consorte, è comunque una bella complicazione. Altri soldi da trovare, un’altra azione di "concerto" non dichiarata, tempi che si allungano. A metà settimana la delibera Consob dovrebbe essere trasmessa alla Banca d’Italia, cui spetta la decisione finale sull’offerta. Ma a via Nazionale il trambusto in questi giorni è assordante e la pratica potrebbe addirittura essere presa in mano da un nuovo governatore.
Tutto ciò senza considerare la variabile giudiziaria. La magistratura romana sta esaminando da vicino le plusvalenze realizzate da Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, numero uno e due di Unipol, sui conti privilegiati della Bpi di Gianpiero Fiorani. Se non ci fosse stato Fiorani, si chiedono i pm, Consorte sarebbe mai riuscito a "entrare" in via Nazionale? Intanto la procura smentisce che l’acquisizione di documenti sulle istruttorie di Bankitalia, Consob e Isvap sia finalizzata a una nuova inchiesta su Antonio Fazio. ‟Escludo un filone di indagine sui rapporti tra il governatore e Unipol”, afferma il procuratore Giovanni Ferrara.
I pm romani sono molto interessati alle ultime ammissioni del banchiere di Lodi: ‟Ero d’accordo con Fazio”. Saranno chiesti i verbali dell’interrogatorio, anche se non potranno essere utilizzati nell’inchiesta che vede il governatore indagato per abuso d’ufficio. Ricevuti il rapporto della finanza e la consulenza di due economisti, il pm Toro intende chiedere il rinvio a giudizio del governatore.
La verifica delle ultime operazioni immobiliari compiute dalla Magiste di Stefano Ricucci ha aperto nuovi scenari investigativi con ipotesi di falso in bilancio e false fatturazioni. La compravendita mai perfezionata del palazzo di via Lima 51 a Roma, che doveva diventare la nuova sede di Confcommercio, sarebbe servita, secondo l’accusa, all’ente guidato da Billé a rilevare una serie di fondi off shore mentre il palazzo confluiva nella Magiste Real Estate Property con 56 milioni di ipoteche e 28 di mutui contratti con Eurohypo. Ricucci ha acquistato quel palazzo nel dicembre 2004 da Bipielle investimenti con un contratto di compravendita non chiaro, così come potrebbero essere false le due fatture emesse dall’immobiliare Il Corso a Magiste il 25 febbraio e il 29 marzo.

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