Quando i compagni di Ulisse giunsero a Telépilo Lestrigònia, racconta Omero, si imbatterono nella moglie del re, una donna «grande come vetta di monte, e n’ebbero orrore». Non senza ragione, va detto, anche considerando che il re, immediatamente sopraggiunto, afferrò senza un attimo di esitazione uno dei malcapitati e «se ne imbandì un pasto». Dopo di che arrivarono gli altri Lestrigoni, così enormi che «parevan Giganti, non esseri umani». Non era solo il più celebre Ciclope, dunque, il mostro gigantesco e cannibale che popolava gli incubi dei Greci, e, con loro, degli altri abitanti dei paesi affacciati sul Mediterraneo (nonché, al di là di questo, delle lontane regioni orientali). Il racconto dell’incontro con il Ciclope e con i Lestrigoni viene fatto da Ulisse quando, giunto all’isola di Scheria, viene invitato dal re Alcinoo a raccontare le sue peripezie. E con questo racconto - che occupa i canti dal nono al dodicesimo dell’Odissea - si inizia una parte del poema nella quale vengono raccontati e rielaborati (con maggior frequenza che altrove) racconti folklorici che correvano da secoli sulla bocca dei marinai. Storie antiche, racconti popolari che tornano attraverso secoli e continenti, in cui si incontrano figure semiumane, fate (come Calipso, la ninfa bella e buona), maghe con la bacchetta (come Circe), orchi come i Lestrigoni e i Ciclopi, di cui le leggende antiche tramandavano storie e figure diverse. Ma anche i Giganti antichi potevano innamorarsi, e del tutto inaspettatamente ingentilirsi. Come King Kong. In un ‟Idillio” di Teocrito, innamoratosi della ninfa Galatea, il Ciclope la invoca: «Bellissima fanciulla, io lo so perché tu mi fuggi: la fronte invade il mio irsuto ciglio villoso, da un orecchio all’altro, e un solo occhio sotto si schiude». Grazie all’amore, il gigante ha acquistato coscienza della sua mostruosità.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. Genitori e figli da Roma a oggi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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