Tutti in Pacs o tutti in sacrestia? Per la seconda opzione tifa senz'altro il ministro della giustizia Roberto Castelli, che ieri si è scagliato con padana veemenza contro Giovanni Palombarini, magistrato di cassazione pronto a celebrare sabato pomeriggio a Roma simboliche unioni civili a sostegno della legge sul riconoscimento delle coppie di fatto. ‟Il giudice Palombarini - ha intimato il ministro - rinunci a prestarsi come officiante per una cerimonia che offende la sensibilità della maggioranza degli italiani e va contro i principi costituzionali, etici e religiosi del nostro paese. Una manifestazione del genere, che ha connotati chiaramente politici, è certamente lecita per un libero cittadino, ma assume rilevanza assai grave se questo cittadino è anche magistrato della suprema corte. Non vi è il minimo dubbio che un magistrato, indipendentemente dalle sue idee, deve difendere nonché far applicare la costituzione e le leggi della repubblica. Con questa cerimonia, seppur simbolicamente, egli le viola, rischiando così di arrecare compromissione del prestigio e della credibilità dell'ordine giudiziario, e di rendersi immeritevole della fiducia e della considerazione di cui deve godere un magistrato”. Al fine costituzionalista, che da ministro tanto ha fatto con la sua semplice presenza e con le sue originalissime iniziative per difendere la credibilità delle istituzioni, ha risposto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Ciro Riviezzo. La manifestazione ‟Tutti in Pacs” che si svolgerà sabato pomeriggio in piazza Farnese, ha detto Riviezzo, ‟è una manifestazione di tipo sociale alla quale ciascun cittadino ha diritto di partecipare o meno. I cittadini magistrati non hanno meno diritti degli altri”. Il parere di Castelli, quindi, ‟allo stato è solo un'opinione, che non è condivisibile; se poi dovesse sfociare in qualcosa di diverso, vedremo”.
Nel caso in cui Castelli avesse in mente iniziative disciplinari per esprimere il suo democratico dissenso, comunque, deve sapere fin d'ora che non potrà prendersela con il solo Palombarini. La sua provvidenziale sparata censoria, infatti, ha già almeno triplicato il numero dei magistrati che sabato saranno in piazza Farnese a celebrare i Pacs dello scandalo. Il presidente e il segretario di Magistratura democratica, Franco Ippolito e Ignazio Juan Patrone, hanno annunciato ieri pomeriggio che sabato ci saranno anche loro, in qualità di co-officianti, ‟alla destra e alla sinistra del giudice Palombarini”.
Ai magistrati ‟disobbedienti” terranno compagnia in piazza, insieme a migliaia di partecipanti, altri rappresentanti di istituzioni diverse. A cominciare dai componenti delle coppie che saranno unite simbolicamente in Pacs: l'europarlamentare ds Pasqualina Napoletano e il suo compagno Andrea Amato, presidente dell'Imed (Istituto per il mediterraneo); la capogruppo dei Verdi alla regione Liguria Cristina Morelli il compagno Luca Dallorto, assessore all'ambiente al comune di Genova; la presidente dell'agenzia dello sport della regione Lazio, Paola Concia, e la sua compagna Luisella, regista; la portavoce della presidenza della provincia di Siracusa Agata Ruscica e la sua compagna Angela Barbagallo, giornalista; infine, il capogruppo ds al X municipio di Roma Alfredo Capuano e il suo compagno Caludio Saliola, studente universitario.
‟Abbiamo voluto coinvolgere esponenti di diversi livelli istituzionali - spiega Alessandro Zan, responsabile organizzativo di Tutti in Pacs - per ribadire che il tema riguarda tutte le istituzioni. Purtroppo, però, non abbiamo trovato nessun deputato o senatore italiano disposto a mettersi personalmente in gioco in questa iniziativa. E mi pare che questo evidenzi l'ipocrisia e la scarsa attenzione al tema della laicità dello stato di questo parlamento che si è finora sistematicamente rifiutato di discutere di Pacs, insabbiando la proposta di legge in commissione giustizia”.
Saranno in piazza da single, in compenso, rappresentanti di quasi tutti i partiti del centrosinistra (tranne l'Udeur) e perfino, per il centrodestra, i riformatori liberali. Ma ci saranno anche, e soprattutto, moltissime associazioni nazionali e locali del movimento gay, lesbico, bi e transessuale, sigle sindacali e gruppi femministi, anche per sottolineare il gemellaggio tra la manifestazione romana e quella milanese contro gli attacchi alla libertà delle donne e alla legge 194.
‟Questo gemellaggio - dichiara la presidente di Arcilesbica Francesca Polo - è fondamentale, perché c'è un legame profondo tra le due manifestazioni. In entrambi i casi si tratta di dire sì a una società più aperta e no a ogni tentativo farci ripiombare, o restare, nel passato”.
Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli, nato a Milano nel 1963, giornalista, partecipa da vent’anni alle iniziative del movimento omosessuale, come militante, scrivendo, discutendo e anche litigando. Ha lavorato a “il manifesto” dal 1986 al 1996. Per Feltrinelli ha pubblicato Il movimento gay in Italia (1999) e ha curato, con Paola Mieli, Elementi di critica omosessuale (2002) di Mario Mieli.

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