‟In sforzo partorirai figli” (Genesi/Bereshìt 3,16). Leggo così l'ebraico del vocabolo ‟'etzev”. Qui non c'è la condanna al dolore, l'aumento punitivo della sofferenza dopo la trasgressione del frutto vietato e assaggiato lo stesso. La condanna al dolore è un'interpretazione delle traduzioni, Eva deve pagare per aver dato all'Adàm la conoscenza del bene e del male. Ma il prezzo è lo sforzo non supplemento di dolore. Altro luogo in cui ‟'etzev” ricorre: ‟Invano è per voi levarsi presto e coricarsi tardi, mangiatori di pane degli sforzi, mentre (Dio) darà al suo prescelto, che se la dorme” (Salmo 127, 2). Qui il dolore non c'entra niente, mentre è chiaro che chi fa una lunga giornata di lavoro alzandosi presto e riposando tardi, è un mangiatore di pane degli sforzi, non dei dolori. Mentre il preferito dalla divinità può stare al calduccio e ricevere senza sforzo. Ecco che con pochi utensili a disposizione, il testo originale in ebraico antico e una ricerca dei luoghi di apparizione e di uso di una parola certa, si può leggere un passo della scrittura sacra, stracarico di pesi e toglierne qualcuno. Per affetto nei confronti della lingua matrice e motrice del monoteismo, per entusiasmo del lettore, aggiungo la mia nota in margine alla gigantesca stesura delle traduzioni e dei commentari. Lo faccio sulle pagine di un giornale che domani sarà già scaduto, per non prendere troppo sul serio la mia intenzione di redimere un paio di sillabe antiche, condannate dalla tradizione. La donna continuerà ufficialmente a partorire con maggior dolore per il resto dei tempi. Per oggi, fino a dimenticarlo, può sapere che non le era stata imposta alcuna pena aggiunta, ma uno sforzo più intenso rispetto alle altre creature viventi. A lei che ha aperto gli occhi alla creatura umana spalancandone la conoscenza, spetta la necessaria distanza fisica dalle altre madri di natura, dalla loro agibilità elementare di sfornare la vita.
Erri De Luca

Erri De Luca

Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Ha pubblicato con Feltrinelli: Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, arcobaleno (1992), In alto a sinistra (1994), Alzaia (1997, 2004), Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), Mestieri all’aria aperta. Pastori e pescatori nell’Antico e nel Nuovo Testamento (con Gennaro Matino; 2004), Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo (2005), In nome della madre (2006), Almeno 5 (con Gennaro Matino; 2008), Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla (2009), E disse (2011), I pesci non chiudono gli occhi (2011), Il torto del soldato (2012), La doppia vita dei numeri (2012), Ti sembra il Caso? (con Paolo Sassone-Corsi; 2013), Storia di Irene (2013), La musica provata (2014; il libro nella collana "I Narratori", nella collana "Varia" il dvd del film), La parola contraria (2015), Il più e il meno (2015), il cd La musica insieme (2015; con Stefano Di Battista e Nicky Nicolai), Sulla traccia di Nives (2015), La faccia delle nuvole (2016), La Natura Esposta (2016), Morso di luna nuova. Racconto per voci in tre stanze (2017), Diavoli custodi (2017; con Alessandro Mendini), Pianoterra (2018), Il giro dell'oca (2018), Anni di rame (2019), Impossibile (2019); per la collana “Feltrinelli Comics” L’ora X. Una storia di Lotta Continua (2019; con Paolo Castaldi e Cosimo Damiano Damato) e, nella serie digitale Zoom, Aiuto (2011), Il turno di notte lo fanno le stelle (2012) e Il pannello (2012). Per i "Classici" dell'Universale Economica ha tradotto l’Esodo, Giona, il Kohèlet, il Libro di Rut, la Vita di Sansone, la Vita di Noè ed Ester; ha curato L'ospite di pietra. L'invito a morte di don Giovanni. Piccola tragedia in versi, di Aleksandr Puškin e Canto del popolo yiddish messo a morte, di Itzhak Katzenelson (2019). Sempre per Feltrinelli ha tradotto e curato L'ultimo capitolo inedito de La famiglia Mushkat. La stazione di Bakhmatch di Isaac B. Singer e Israel J. Singer (2013).

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