Tutto bene quel che finisce bene. Ma certo l’episodio di "Miriam", la studentessa che ha partorito nelle toilette della scuola, qualche domanda la pone. La famiglia non si è accorta di nulla. E forse per un certo periodo neppure la ragazza, che poi ha custodito il suo segreto perché probabilmente intorno a sé non aveva un mondo né familiare né scolastico a cui poterlo confidare. E già questo la dice lunga sulla solitudine in cui, in una città come Milano, spesso vengono a trovarsi i nostri ragazzi, che non dispongono di un canale di comunicazione neppure per un evento come questo che, per la sua portata, inesorabilmente cambia la vita. Non parliamo poi dei professori, che spiegano e interrogano senza addentrarsi neppure incidentalmente nelle biografie dei loro studenti. Li guardano in faccia, gli studenti, qualche volta? Ne scorgono, non dico i disagi, ma almeno la modificazione del corpo che a chiunque, anche per sbaglio, quando una ragazza è incinta, dovrebbe risultare palese? Così, all’incuria della famiglia, si aggiunge quella della scuola, dove i corpi si notano solo quando si agitano nei banchi. Mi dicono che in quella scuola c’è anche un servizio di assistenza psicologica. Ma che cos’è un servizio di questo genere se gli psicologi incaricati non si attivano per creare canali di comunicazione, limitandosi ad attendere che qualcuno venga a parlare con loro? Perché gli studenti lo dovrebbero fare, se nessuno li conosce, se la macchina scolastica procede nella sua routine senza neppure sospettare che dietro i nomi sui registri ci sono vite non sempre assestate, spesso con problematiche che non si sa a chi riferire? Infine, il candidato sindaco Letizia Moratti, venuta a conoscenza dell’episodio e del suo del tutto casuale buon fine, ha comunicato alla ragazza-madre il numero del suo cellulare per qualsiasi bisogno ella avesse. Ma Letizia Moratti non è stata per 5 anni ministro dell’Istruzione, non ha introdotto sulla carta riforme peraltro molto contestate, e non s’è accorta dello stato in cui versa la nostra scuola in ordine alla difficoltà di comunicazione tra studenti e professori, persino quando quel che c’è da comunicare è che una ragazza sta diventando madre nel segreto della sua solitudine? Per risolvere una situazione così grave basta dare il proprio numero di cellulare a fatto avvenuto? Evidentemente no. E allora diciamolo, che prima delle grandi riforme della scuola, della riorganizzazione degli indirizzi, dell’assunzione in ruolo dei precari, c’è da facilitare e garantire la possibilità per gli studenti di parlare dei loro problemi con i professori. Perché se tra il mondo adulto e il mondo giovanile non passa uno straccio di comunicazione, queste nostre scuole, anche là dove dovessero istruire, certamente non educano. Come questo episodio è lì, in tutta la sua evidenza, a dimostrare.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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