C’è un numero che mi ha letteralmente sconvolto. Nel senso che non potrò mai più scrivere una sola riga, su questo Paese, prescindendo da quel numero. Il numero (che ricavo da un editoriale di Francesco Giavazzi sul ‟Corriere”) è questo: gli italiani che dichiarano più di duecentomila euro di reddito all’anno sono poco più di diciassettemila. Avete letto bene: diciassettemila. Nello stesso articolo si riferisce che le barche di lusso registrate in Italia sono sessantacinquemila. Scommetterei tutto quello che ho (Irpef compresa) che nella sola Lombardia sono ben più di diciassettemila i cittadini che guadagnano più di duecentomila euro all’anno.
Il tutto ci riconduce, con brusca evidenza, al massimo scandalo strutturale sul quale si poggia la nostra comunità: una quantità smisurata di italiani evade smisuratamente le tasse, cioè deruba i suoi simili. E li deruba due volte. La prima non versando la sua quota nelle casse sociali. La seconda usando servizi (scuole, ospedali eccetera) pagati dagli altri. Credo che nessun governo, di destra, di sinistra o proveniente da Marte, potrà mai fare alcunché per un popolo composto in buona parte di ladri e di scrocconi. Altro che "governo ladro". Paese ladro. Paese di ladri.

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