Ignazio La Russa, lei è favorevole alla ricerca sulle cellule staminali embrionali?
Beh, questo tema è stato ampiamente affrontato in un referendum....

Appunto. All’epoca Gianfranco Fini, presidente del suo partito, An, si espresse a favore di questa ricerca e anche della modifica della legge 40. Anche lei, giusto?
Giusto. In qualche modo, però. Perché a quel referendum votai due sì e mi sono astenuto sugli altri due quesiti. Uno dei due sì era proprio quello sulla ricerca delle cellule staminali embrionali. Mi sono fatto convincere dal fatto che fossero quelle sovrannumerarie.

Dunque lei è d’accordo con quello che ha detto il ministro Fabio Mussi: che sia il caso di modificare la legge 40?
La legge 40 si può anche modificare. Ma con regole precise. E, soprattutto, con molta serenità nel dibattito. Quello che ha fatto il ministro Mussi è stato l’esatto contrario.

A cosa si riferisce? All’annuncio del ritiro della dichiarazione etica italiana nell’Unione europea?
Già. Ma quello mica è stato un annuncio.

E che cosa è stato allora?
Un colpo di cannone sparato a salve. Con un rinculo che abbiamo visto...

Che abbiamo visto?
Si è scatenato un dibattito che ci ha fatto fare due passi indietro su questo tema. Chissà se il ministro Mussi voleva fare propaganda. Ma di certo se era questo il suo intento la propaganda l’ha fatta sì, ma per il centrodestra.

Perché?
Perché? Basta guardare dentro la sua maggioranza: è lì che ha trovato i peggiori nemici. Il fatto è che Prodi non soltanto non riesce a fare stare zitti i suoi ministri, ma nemmeno fermi, come si è visto in questo caso. E questo è stato un danno per tutti.

Per tutto il Paese?
Certo. Perché il tema è davvero delicato e la cosa più importante è affrontarlo con serietà e, come ho già detto, serenità. Servono regole condivise. Una maturazione lenta. Con questa mossa il ministro Mussi ci ha fatto fare due passi indietro e invece...

Invece?
Invece servono passi avanti. Meglio un piccolo passo in avanti. Ma tutti insieme.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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