Seguite bene questo ragionamento (tratto dalla lettura dei giornali di ieri) e ditemi se non vi viene voglia di emigrare. Dunque: il manager Antonello Perricone è candidato alla direzione generale della Rai ma ha poche possibilità di farcela. I consiglieri Rai del Polo, infatti, non vogliono o non possono votarlo perché Perricone, quando lavorava alla Sipra, ha portato molta pubblicità alla Rai e ha dunque inferto duri colpi a Mediaset.
In pratica: Perricone è troppo filo-Rai per lavorare alla Rai, e dunque i consiglieri Rai (spediti alla Rai da Berlusconi, padrone di Mediaset) preferiscono non votarlo. Dove stiano, in tutto questo, le regole della concorrenza, dove quelle del libero mercato, dove (perfino) la logica, è del tutto ozioso chiederselo. Sono tutte cose messe sotto i tacchi da una connection politico-affaristica abnorme e vincente, e ci siamo così abituati, o così rassegnati, che oramai ci pare quasi normale che il direttore generale della Rai venga nominato a seconda del gradimento della concorrenza. E che consiglieri d’amministrazione della Rai ragionino e agiscano nell’interesse di Mediaset. È una porcheria? Sì, lo è. Credete che gliene freghi qualcosa?

Torna alle altre news >>