Disse acutamente Beppe Grillo, qualche secolo fa, che il razzismo sarà finito quando potremo dire che ci sono neri stronzi come i bianchi. Siamo, ahimé, ancora molto lontani da quel fortunato giorno. Arcigay e Arcilesbica protestano vibratamente contro il rude e vigoroso rapper Fabri Fibra, autore di una canzone nella quale si racconta di omosessuali molestatori. Embé? è proibito? Gli omosessuali, a differenza degli etero, sono tutti galantuomini? Non c’è niente di più penoso del perbenismo delle minoranze: è un ricalco, inutile e ammorbante, del già ottuso perbenismo delle maggioranze. Il pregiudizio ha molte forme, una delle quali è l’eccesso stucchevole di prudenza formale con la quale ci si riferisce alle minoranze. Rivela pietismo, imbarazzo, paura di trattare (finalmente) con uguale dimestichezza le differenti identità. Che due gloriose associazioni per i diritti civili ragionino come quei comitatoni di genitori bigotti che ogni quarto d’ora si ergono a tutori della moralità pubblica, è un vero e proprio refuso culturale. Non si difendono le identità sessuali imbalsamandole in ritrattini edificanti.

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