Mentre il Medio Oriente avvampa e la Juventus sprofonda, non vorrei che sfuggisse ai lettori l’imperdibile crisi della Rosa nel pugno: trattandosi di titolini a una colonna nelle pagine interne, si rischia di mancare una notevole occasione di intrattenimento. Non lo dico con sarcasmo, al contrario: da tempo considero la vita interna dei partiti di sinistra come un piacevolissimo diversivo umoristico, oramai del tutto privo di connotazioni tristi o solenni o storiche. Fa ridere e basta, esattamente come fa ridere l’idea che un partito nato tre mesi fa da una fusione oggi discuta la scissione tra i due artefici della fusione. Parimenti, nella Rosa nel pugno potrebbero discutere la futura fusione dei due tronconi in via di scissione, e non si noterebbe la differenza. Come nel teatrino dei pupi, la saga della sinistra prevede comunque due o più soggetti che si bastonano strillando, e nessuno del pubblico (in genere bambini entusiasti) si chiede più di tanto a che punto è la trama, e perché si picchiano. Tra Pannella e Boselli, non sappiamo esattamente chi abbia iniziato la lite, ma non ce ne importa molto: sentiamo quel familiare, allegro suono di mazzate in testa che ci fa sentire a casa. A sinistra.

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