La trasmissione del potere per via di sangue in Corea del Nord e a Cuba, il nepotismo (alla Gava) della nomenklatura cinese, l’indimenticato e quasi ridicolo familismo dei regimi di Ceausescu e Milosevic, costituiscono la più umiliante prova a carico del comunismo realizzato. Coloro che pretendevano di abbattere il muro tra le classi sociali, per realizzare una società di eguali, si sono poi rinchiusi nel più arcaico dei vincoli (e delle discriminazioni), quello della famiglia. Assumono inspiegabili meriti di fronte al Socialismo il fratello, la moglie, il figlio, il genero, e manca solo il cognato per chiudere il cerchio tragicomico della parodia monarchica. Meno si sa delle amanti, delle benemerenze elargite alle varie Petacci di Bucarest o di Belgrado o dell’Avana: il moralismo dei regimi comunisti forse a questo serve, a farsi fucilare con la moglie ufficiale, come i coniugi Ceausescu, piuttosto che finire appesi a un lampione con la concubina. Resta il desolante spettacolo di un potere che prometteva di espandersi (diceva Lenin) fino al suo esaurimento, e invece si rattrappisce tra gli odori e le voci di casa, come un grumo impaurito e ostile. Come nel mondo antico. Antichissimo.

Torna alle altre news >>