Le idee politiche sono tutte legittime, ma non tutte rispettabili. Il gruppetto di estrosi a tutti i costi che ha portato in corteo ad Assisi l’effige di Nasrallah, per esempio, non è rispettabile. E non perché Nasrallah, capo di un esercito munito e bellicoso, non abbia il diritto di avere i suoi fan-club anche in Occidente. Ma perché l’esaltazione di un uomo di guerra a una marcia per la pace è un gesto perfettamente cretino. Cretino in sé, cretino pre-politicamente, cretino perché sovverte la logica prima ancora che la convenienza.
Esaltare Hezbollah a un corteo pacifista è come invitare Briatore a un convegno sul monachesimo. Forse il piacere dello sfregio, forse il gusto dell’originalità ha dunque regalato alla marcia di quest’anno il grottesco siparietto di un paio di ragazze che sfilano inneggiando a uno dei signori della guerra in Medio Oriente. Bisognava che qualche bravo frate informasse la combriccola che quella era una marcia per la pace, non una passerella per amanti della balistica. Invitandoli a cambiare corteo. Ma i frati, purtroppo, non usano fare servizio d’ordine. L’eccesso di buone maniere, certe volte, è un bel guaio.

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