È venuta a Strasburgo per affrontare al Consiglio d’Europa il dramma degli abusi sessuali e delle sevizie sui minori. Sui bambini. Il nostro ministro Rosy Bindi ha portato proposte concrete, non parole. ‟È un problema sul quale non bisogna mai abbassare la guardia”, dice. E oggi il pensiero corre inevitabilmente alla piccola Maria, la bimba della Bielorussia protagonista involontaria di una tragedia internazionale. Sospira Rosy Bindi: ‟È una storia delicata questa. Molto molto delicata. Bisogna stare attenti”. È la storia di una coppia che ha nascosto una bambina avuta in affido temporaneo per non farla tornare nel suo Paese, per la paura che lì potesse subire violenze e sevizie. Dice il ministro: ‟Il comportamento di questa famiglia prefigura una fattispecie di reato: la sottrazione di minore. Comunque valuterà la magistratura”. Ma non è soltanto un problema con la legge italiana. Quella di Maria è la storia di una famiglia che ha avuto in casa uno dei ‟bambini di Chernobyl” e ne ha chiesto l’adozione, senza successo. ‟Ci sono altre 550 famiglie italiane nelle stesse condizioni”, dice Rosy Bindi. E spiega: ‟Alcune di queste famiglie sono anche dieci anni che aspettano l’adozione di bambini: è un grande problema che va affrontato e risolto. Una questione molto complessa. La Bielorussia ha interrotto le adozioni dal 2004, manca il sostegno delle relazioni politiche”. Nel rapporto con la Bielorussia è tutta l’Europa ad avere problemi di regole e di accordi. E non è un modo di dire: la Bielorussia è l’unico dei quarantasette Paesi del nostro continente che non è stato ammesso a far parte del Consiglio d’Europa, l’organismo che governa tutti gli aspetti sociali della nostra comunità. L’unico organismo che abbraccia davvero l’intero nostro continente, quarantasei i membri, Bielorussia esclusa. Sono richieste regole di democrazia per entrare a far parte del Consiglio d’Europa. ‟Ma nonostante questo in Italia sono stati oltre 400 mila i "bambini di Chernobyl" che in questi anni sono stati ospitati da famiglie italiane nei cosiddetti "soggiorni di risanamento". Ovvero circa 28 mila ogni anno”. Il ministro Bindi tiene molto alla questione delle adozioni internazionali. Dice: ‟Ho una mia idea precisa in proposito. Ed è con questa che andrò a raggiungere il premier Romano Prodi in Cina per chiudere, finalmente, un accordo bilaterale sulle adozioni con questo Paese. Penso che il fattore umano debba diventare il piatto forte delle relazioni internazionali perché non è meno importante dell’economia, della sanità, della scuola, della ricerca”. Si parla di abusi sessuali e sevizie sui bambini a Strasburgo. In Italia le violenze sessuali sui minori sono in continuo aumento: oltre il 30 per cento dal 2002 al 2004, ovvero secondo i dati delle ultime statistiche a disposizione. E il picco si colloca nei bambini di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. In Europa la situazione non migliora di certo. Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d’Europa, ha chiamato a raccolta un gruppo di Paesi membri per stendere la convenzione in difesa dei più piccoli che da qui a un anno si spera vedrà la luce. Tre i Paesi al lavoro. E c’è l’Italia, insieme alla Norvegia e alla Romania. ‟Abbiamo già trovato due punti di partenza: prevedere l’extraterritorialità nel perseguimento dei reati di pedofilia. E pensare di non prescrivere mai questo tipo di reati”.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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