Preparare il più sanguinario attentato di tutti i tempi li mette di buon umore: ridono a crepapelle, Mohammed Atta e Ziad Jarrah, due degli autori dell’attacco all’America dell’11 settembre 2001, in un video girato in un campo d’addestramento di Al Qaeda in Afghanistan circa un anno e mezzo prima della loro operazione terroristica. Il filmato, della durata di un’ora, comprende anche immagini di Osama Bin Laden che arringa un centinaio di militanti della sua organizzazione terroristica. E’ il Sunday Times di Londra ad essersi procurato la videocassetta, e a diffonderne le immagini sulle pagine del giornale e sul suo sito Internet. Il domenicale inglese non rivela come ha ottenuto il documento, limitandosi a indicare che ha usato canali «già sperimentati» e che l’autenticità del filmato è confermata da esperti americani.
Il video contiene due importanti rivelazioni. In primo luogo fa luce sugli spostamenti di Mohammed Atta, il capo della cellula di Al Qaeda che l’11 settembre di cinque anni fa dirottò quattro aerei contro New York e Washington. La data in sovraimpressione sul filmato è il 18 gennaio 2000. Poco tempo prima, Atta aveva lasciato Amburgo, in Germania, facendo perdere le sue tracce. Ora si capisce che in quel periodo il terrorista di origine egiziana andò in Afghanistan, a ricevere istruzioni da Osama Bin Laden in persona, prima di ricomparire mese più tardi negli Stati Uniti, dove cominciò a prendere lezioni di volo. La seconda rivelazione è che Atta e Jarrah si conoscevano fin dall’inizio del complotto.
Jarrah è il libanese che l’11 settembre pilotò il quarto aereo, quello che si sfracellò al suolo in Pennsilvanya per la rivolta dei passeggeri a bordo: il volo United 93, che ha recentemente ispirato un film. In America, per confondere possibili indagini, i due terroristi fingevano di non conoscersi.
La videocassetta pervenuta al Sunday Times non contiene il sonoro. Esperti labiali americani hanno provato a capire che cosa si dicono i due terroristi, ma senza risultato. Resta così il mistero di che cosa li faccia tanto ridere. A un certo punto, però, diventano più solenni, quando leggono un foglio di cui si legge il titolo in arabo: «Le volontà». Forse il loro testamento, prima di partire per la missione suicida. La cassetta permette di identificare il luogo in cui si trovano: la fattoria di Tarnak, quartier generale di Bin Laden in Afghanistan. Nel filmato si vede anche il capo di Al Qaeda che, l’8 gennaio 2000, parla ai suoi uomini davanti a casette col muro di fango vicino a Kandahar.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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