Il reverendo americano Ted Haggard, moglie e cinque figli, fedelissimo di Bush, è nell’occhio del ciclone. I democratici lo attaccano perché fa campagna politica contro le unioni tra i gay, pur avendo avuto una lunga relazione (a pagamento) con un giovane omosessuale. Ovviamente l’accusa è di incoerenza. Ma è un’accusa mal posta. Le persone come Haggard sono molte, sono ovunque, e non sono affatto incoerenti. C’è, al contrario, una ferrea coerenza nel maledire quegli omosessuali che vogliono diritti e trasparenza, e nel praticare in privato quella che le persone alla Haggard chiamano in genere, nei loro comizi edificanti, "sodomia". Specie negli ambienti bigotti (puritani e non), tra i vizi privati e le pubbliche virtù c’è un eccellente rapporto di funzionalità e convenienza. Perché la facciata sia linda, è necessario che le pulsioni sessuali, le passioni, le divagazioni sentimentali siano occulte. E niente può disturbare, e turbare, gli individui alla Haggard, più della spinta sociale (spinta democratica, spinta civile) a rendere legali, e pubblici, e normali, tutti quei legami interpersonali che esulino dal modello familiare virtuoso e fecondo. Quel modello è così rigido proprio perché serve a chi è fragile a costruirsi una maschera e un tono. Però scapito delle libertà e delle vite altrui: questo è il problema.

Torna alle altre news >>