‟Non ho certo in mente la distruzione della chiesa cattolica, anzi. Sarebbe discriminante. Dunque non trovo nulla di male nel votare a favore di emendamenti positivi per la Chiesa”. Vladimir Luxuria non tentenna: ha votato contro quelle poche righe che la Rosa nel Pugno voleva inserire nella finanziaria. Ha votato, ad esempio, con Teodoro Buontempo. E lo rifarebbe. Quelle righe dell’emendamento di Maurizio Turco, tra le altre, prevedevamo di far pagare l’Ici anche sugli immobili della Chiesa di tipo commerciale ‟con carattere accessorio”. Per capire: i banchetti dei santini e dei rosari dentro basiliche e cattedrali. ‟E sono proprio le attività accessorie che hanno preoccupato me, ma anche tutto il mio partito, Rifondazione, e anche i Verdi e i Comunisti italiani” dice Vladimir Luxuria il deputato transgender registrato all’anagrafe di Montecitorio come Vladimiro Guadagno. Spiega Luxuria: ‟Prendiamo la basilica di Sant’Antonio da Padova: non ha senso pensare che quelli che vendano i santini debbano pagare le tasse lì dentro”. Ma l’emendamento presentato dalla Rosa del Pugno non prendeva soltanto con i santini. Le righe vergate dall’onorevole Turco, infatti, parlavano di qualsiasi esercizio che abbia ‟carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionale dei soggetti e non sia rivolto a fini di lucro”. ‟Parliamo quindi di attività cattoliche e laiche” precisa il deputato transgender di Rifondazione comunista . E aggiunge: ‟Si intendeva quindi tutti esercizi con alta funzione e attività sociale, indipendentemente da chi le esercita”. L’emendamento di Maurizio Turco avrebbe voluto abolire e sostituire quindi il decreto Bersani sugli immobili. È stato bocciato. Clamorosamente. E senza appello. È lo stesso Maurizio Turco che lo ammette, mostrando i numeri: ‟I voti contrari sono stati 435”. Ma poi vuole precisare: ‟Però ci sono stati 31 astenuti, praticamente l’intero gruppo dell’Italia dei Valori, oltre a Francesco Cossiga”. Soltanto 29 i voti a favore. ‟E tra questi anche due deputati di An, Ascierto e Cirielli” garantisce Turco, convinto però che i voti della destra siano stati un errore. Autentici, secondo Turco, sono stati invece quelli dei repubblicani La Malfa e Nucara. Ma tra i 29 sì spicca anche quello di Franco Grillini, deputato diessino e omosessuale dichiarato, praticante e battagliero.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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