Semaforo verde per l’imprenditoria italiana in Algeria. Mercoledì sera Romano Prodi è tornato a Roma, dopo la visita di 24 ore ad Algeri, con un pacchetto di ricche promesse e opportunità offerte soprattutto alle piccole e medie imprese italiane. ‟Il nostro è un Paese sulla via della normalizzazione, dominato ancora però dalla grande industria statale. Vi offriamo l’opportunità di aiutarci a sviluppare le aziende private piccole e medie come voi sapete fare. Vogliamo rilanciare l’Italia come nostro partner privilegiato”, gli ha detto il presidente Abdelaziz Bouteflika. Un’offerta che poggia su basi più che concrete. Mercoledì mattina il gigante statale algerino Sonatrach ha firmato 5 contratti per la vendita del gas naturale che nei prossimi anni dovrebbe venire trasportato dal metanodotto Galsi, la cui costruzione è prevista tra il 2008 e 2011. ‟In effetti la visita di Prodi ha dato il via all’inizio dell’opera” sottolineano negli ambienti di governo ad Algeri e all’ambasciata italiana. Un’opera che si aggiunge al gasdotto Transmed (frutto della cooperazione Eni-Sonatrach), che dal 1977 collega i pozzi algerini con l’Italia passando per la Tunisia. Quest’ultimo è in via di potenziamento, attualmente ha una capacità di 24,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno ed entro il 2009 dovrebbe trasportarne sino a 31 miliardi. Il Galsi passerà invece per la Sardegna, prima di arrivare in Toscana, sarà lungo circa 940 chilometri e per circa 300 correrà a oltre 2.500 metri sotto il livello del mare. La sua capacità sarà di 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno, di cui 2 saranno gestiti direttamente dalla Sonatrach. I contratti appena firmati riguardano Edison e Enel, che fanno la parte del leone con rispettivamente 2 miliardi ciascuna. Il resto va alla Hera (1 miliardo), alla Ascopiave (500 milioni) e alla Worldenergy (500 milioni). Bouteflika ha voluto rassicurare Prodi circa i timori italiani sul pericolo della nascita di un ‟cartello del gas”, dopo che in agosto la Sonatrach aveva firmato un protocollo di intesa con i russi Gazprom. ‟Sono tutte speculazioni prive di fondamento. Non è una nuova Opec del gas. Si tratta soltanto di un accordo per la cooperazione tecnica”, ripetono ad Algeri. Più concrete potrebbero invece rivelarsi le incertezze sulla futura stabilità politica algerina. ‟Il terrorismo è definitivamente battuto”, sostiene Bouteflika. Ma il suo viso pallido lancia messaggi diversi. Ha 69 anni, presidente dal 1999, rieletto nel 2004, e la stampa locale sottolinea l’intensificarsi della lotta politica per la successione dopo il diffondersi delle voci circa le sue cure in Francia per una grave malattia allo stomaco. Anche la sua politica del perdono e l’amnistia verso gli estremisti islamici condannati per il terrorismo degli anni Novanta è via via contestata. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli attentati, specie nelle regioni montagnose della Kabilia. Ma è anche vero che l’economia decolla. Per esempio, l’export italiano è in crescita. Nei primi sette mesi del 2006 ha toccato i 955 milioni di euro, pari al 35% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

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