Doppio sollievo quello che arriva dalla periferia di Roma: la malta "mangia-smog" prodotta dall’Italcementi pare funzioni, rimane bianca e metabolizza, per vie chimiche che non so spiegare bene, le polveri sottili. In più – e questo è forse il vero miracolo – la nuova chiesa che fa da cavia a questo esperimento ecologico, progettata da Richard Meier, è davvero molto bella. E dunque, il bello e l’utile, l’armonioso e il pulito possono coniugarsi, smentendo il nostro rassegnato sguardo sul "moderno" che siamo avvezzi a vedere spento, mediocre, seriale, fuligginoso.
Non so quanto incida, il senso di bruttezza e di sporcizia che prevale nei nostri paesaggi urbani, a renderci depressi e di poche speranze. Ma credo che incida molto, credo che il nostro cerebro (individuale e collettivo) faccia spontaneamente una media statistica delle cose tristi e anonime, facciate e facce, che ogni giorno ci fanno corona. E non ne sia stimolato a produrre speranza, progetto, energia. Che poi sia la tecnologia, la ricerca industriale, a produrre soluzioni come quella romana, è un ulteriore motivo di sollievo. Specie qui in Italia siamo indotti a pensare che l’antico, la pietra, la memoria, il passato siano la sola via di scampo allo sfacelo contemporaneo. Invece il futuro, almeno i tre spicchi di futuro messi in mostra dalla chiesa romana, bianchi e luminosi, è una via di fuga molto più attraente. Se non altro perché è inedito.

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