L'annuncio ha messo in allarme il mondo delle grandi industrie farmaceutiche - e ha sottolineato in modo degno la ‟giornata mondiale dell'Aids”, che cadeva ieri. Il governo della Thailandia rilascerà una ‟licenza obbligatoria” per importare o produrre un farmaco essenziale per il trattamento di malati di Aids, l'Efavirenz. É un farmaco coperto da brevetto della Merck & Co. Inc, statunitense. Con la ‟licenza obbligatoria”, che sospende nei fatti l'effetto del brevetto, la Government Pharmaceutical Organization (Gpo), industria farmaceutica dello stato thailandese, potrà produrre la versione ‟generica” del farmaco: conta di riuscire a metterlo in commercio dal giugno del 2007 (e verserà lo 0,5% del ricavato a Merck); nel frattempo potrà importare il farmaco generico da paesi che lo producano - ad esempio l'India.
‟Questo è un gesto coraggioso e progressivo da parte del governo Thai, che ha messo gli interessi delle persone affette dal virus Hiv al centro della sua azione”, ha dichiarato all'agenzia Reuter Patrick Brenny, coordinatore di Unaids (il programma dell'Onu sull'Aids). Altrettanto positivo il commento di Medici senza Frontiere, che anzi incoraggia il governo di Bangkok a emettere licenze obbligatorie anche per altri farmaci essenziali. Infatti il brevetto, che garantisce all'azienda che ha inventato il farmaco il monopolio sulla sua produzione per 20 anni, è il motivo principale per cui i medicinali costano così tanto, al punto da diventare di fatto inaccessibili ai paesi più poveri. Proteggere la proprietà intellettuale (i brevetti) è uno degli obblighi a cui è vincolato ogni paese che aderisce al Wto, l'Organizzazione mondiale del Commercio.
Con la decisione di non rispettare il brevetto però la Thailandia non ha fatto nulla di contrario alle norme del Wto. Queste infatti consentono ai singoli paesi di rilasciare ‟licenza obbligatoria” a industrie nazionali per produrre in proprio i farmaci salvavita in caso di gravi emergenze sanitarie: e la pandemia del virus Hiv, e della sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids), é certo un'emergenza. Finora pochi hanno usato questa clausola di salvaguardia - anche perché i paesi più forti, come gli Stati uniti, hanno fatto pressioni fortissime su molti paesi africani e asiatici perché rinunciassero a questo diritto, pena perdere i benefici di accordi commerciali bilaterali con gli Usa.
In questo senso la Thailandia ha compiuto un gesto ‟coraggioso”, come ha commentato il funzionario dell'Unaids. La Merck ha commentato in tutt'altro modo: ‟Emettere una licenza obbligatoria è una decisione grave che andrebbe presa come ultima istanza quando non esistono altri mezzi per accedere a una tecnologia brevettata”, dice un acido comunicato - in cui l'azienda lamenta che il governo di Bangkok non ha preso contatto con l'azienda prima di annunciare la sua decisione.
I conti sono importanti. Oggi l'Efavirenz coperto da brevetto è venduto in Thailandia a 1.500 bath (41 dollari) per la dose mensile. La Thailandia, dove 580mila cittadini convivono con il Hiv/Aids, è considerata tra i paesi più avanzati in materia di trattamento per il suo programma sanitario nazionale che riesce a curare gratuitamente 82mila pazienti. Ma questo costa caro alle casse dello stato (e tantopiù costerà perché la disponibilità dei farmaci allunga la vita dei pazienti): il costo dei farmaci minaccia la capacità del governo di continuare il suo programma di accesso universale alle cure. In India, dove l'Efavirenz non è coperto da brevetto, un generico è venduto alla metà del prezzo, 22 dollari per la dose mensile. I medici thailandesi lamentano oltretutto che spesso l'Efavirenz scarseggia: sia il prezzo alto, sia anche l'incapacità di Merck di fornire i quantitativi richiesti hanno spinto il governo ad agire. L'Efavirenz è un farmaco di ‟seconda linea”, uno di quelli che sta sostituendo quelli di ‟prima linea”, cioè di più vecchia generazione, che cominciano a dare problemi collaterali o sviluppare resistenze. I farmaci di nuova generazione però hanno brevetti rafforzati, e costano cari. Per questo l'Oms e perfino la Banca mondiale hanno raccomandato alla Thailandia di usare le clausole di salvaguardia per aggirare il brevetto. Cosa che la Thailandia ha già fatto in altre occasioni. Nel 2002 il Gpo ha prodotto il generico della classica tri-terapia antiretrovirale, a costi 18 volte più bassi della versione brevettata (che costava alora 924 dollari all'anno per paziente, un costo proibitivo). La produzione di generici, fa notare un comunicato di Medici senza Frontiere, ‟è stata la chiave di volta della lotta al Hiv-Aids in Thailandia”.
Marina Forti

Marina Forti

Marina Forti è inviata del quotidiano "il manifesto". Ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico. Dal 1994 cura la rubrica "TerraTerra" che riporta storie quotidiane in cui si intrecciano ambiente, sviluppo e conflitti. Ha ricevuto, nel 1999, il prestigioso premio "Giornalista del mese".

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