Per buona parte del mondo islamico Saddam diventerà un martire. E non è necessario essere laureati alla Sorbona per capirlo, basterebbe il buon senso, basterebbe fare zapping su televisioni di altre province, non solo della nostra. La morte è un bonus politico davvero immeritato per un ducetto locale che solo l’infinita stoltezza dell’amministrazione Bush (che disgrazia per il povero pianeta Terra) ha deciso di identificare con il terrorismo islamista. Sbagliando analisi, sbagliando tattica e strategia, credendo ciecamente nelle proprie bugie e nelle proprie ossessioni, regalando ai santuari dei fanatici un leader inesistente, un santino da inalberare nei cortei furenti di folle inferocite e ignoranti. Terribile momento, terribili prospettive: questa guerra maledetta e mendace ha allungato di molti chilometri la miccia dell’odio religioso, ha rafforzato nel mondo povero l’idea funesta di un Occidente invasore e neocolonialista, che vuole fare il padrone in casa altrui, imporre le proprie leggi, insediare governi "amici". Globalizzazione vuol dire, anche, che pagheremo tutti, anche chi è innocente, il prezzo dello sguardo fesso di George W. Bush. Lo sguardo più antiamericano della storia.

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