Nella hit-parade dei problemi che mi assillano, direi che la minaccia incombente della poligamia arriva attorno al duecentesimo posto, subito dopo l’aumento del prezzo dei semi di sesamo. Ma devo essere distratto: perché, secondo Magdi Allam, la poligamia dei musulmani in Italia rappresenta invece "un fenomeno sociale e giuridico che oggi rischia di scardinare l’istituto della famiglia monogamica che è alla base della civiltà occidentale". Allarme lanciato sulla prima pagina del "Corriere della sera", mica al bar sotto casa. Non che l’impatto con l’Islam sia un problema da poco: ma affrontarlo così, con questi toni da ultimi giorni di Pompei, con questo sguardo da supercivilizzati che osservano con orrore l’arrivo dei barbari, serve a qualcosa? Siamo sicuri che la "civiltà occidentale" (quale, tra le varie?) si fondi sulla ‟famiglia monogamica”? è un criterio socialmente condiviso, questo, oppure tipico di una concezione cattolico-confessionale della società? E gli scapoli? E gli sterili? E gli omosessuali? E i bigami e i puttanieri nostrani? Che ne facciamo, di tutta questa gente, li spediamo oltremare insieme ai saraceni?

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