Domanda: che cosa hanno in comune Sofia Loren, papa Innocenzo X e il pittore Francis Bacon? Risposta: ventuno milioni di euro. Questa è la cifra record sborsata l’altra sera a un’asta di Christie’s per Study of Portrait II, un quadro del celebre pittore contemporaneo inglese (1909-1992), che apparteneva alla ricca collezione privata di Sofia Loren e di suo marito Carlo Ponti, recentemente scomparso. Noto per la sua serie di opere sui pontefici, per questo, dipinto nel 1956, Bacon si era ispirato a un famoso ritratto di Innocenzo X fatto da Diego Velasquez nel diciassettesimo secolo. L’acquirente è stato Andrew Fabricant, per conto della Richard Gray Gallery di New York. è la somma più alta mai pagata per un’opera d’arte contemporanea, eclissando il record precedente stabilito da un’opera di Willem De Kooning; ed è la cifra più alta pagata per un’opera di Bacon, che in autunno a New York era arrivato a quota 17 milioni di euro. Per queste ragioni, e per il tocco di glamour dovuto al fatto che la tela apparteneva alla Loren, la vendita è finita su tutti i giornali, diventando il paradigma di una settimana eccezionale per l’arte a Londra: in appena quattro giorni, Christie’s e Sotheby’s hanno venduto opere per 536 milioni di euro, raggiungendo per la prima volta i livelli delle aste newyorchesi. In una sola sera, anzi in appena tre ore, da Christie’s sono stati venduti quadri per quasi 200 milioni di euro, trenta dei quali a oltre un milione di euro l’uno, tra cui numerosi impressionisti, da Degas a Manet all’arte russa. Ma va forte anche l’arte moderna: negli stessi giorni un ritratto di Brigitte Bardot, disegnato da Andy Warhol quando l’attrice aveva trentanove anni, è stato venduto per oltre otto milioni di euro, insieme a ritratti di Mao, di Marylin Monroe e di altri dei soggetti preferiti dal re della "pop art" americana. ‟é un mercato vibrante, in cui si moltiplicano i compratori da tutto il mondo, non più solo americani ed europei, ma anche i nuovi ricchi russi, cinesi, indiani”, commenta Jussi Pyllkan, direttrice del dipartimento europeo di Christie’s. Ricchi sempre più ricchi, e ricchezze sempre più internazionali, globalizzate: questo, concordano gli esperti, è il motivo del boom delle aste. Non più soltanto sceicchi arabi, aristocratici inglesi e tycoon americani, ma anche petrolieri russi e magnati dell’high-tech provenienti dall’Estremo Oriente hanno cominciato a collezionare opere d’arte, come investimento e come status symbol. Il risultato che è Christie’s ha fatturato circa quattro miliardi di euro nel 2006, Sotheby’s poco meno a quota tre miliardi di euro, entrambe le case d’aste con un aumento del 25-30 per cento rispetto all’anno precedente. E a facilitare il boom provvede Internet: i cataloghi si possono visionare "on line" e dalla rete, oltre che per telefono e ovviamente di persona, si può anche partecipare all’asta.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>