Il politico Berlusconi considera "imbarbarimento" le notizie sparate in prima pagina dall’editore Berlusconi, e questa è la sola nota spassosa di quell’imbarazzante intreccio tra cronaca giudiziaria e morbosità mediatica che chiamiamo Vallettopoli. Per il resto, essendo oramai irrimediabili i danni prodotti alle persone, forse potremmo evitare, almeno noi giornalisti, di infliggere ulteriori danni all’opionione pubblica. Chiarendo almeno questo: che l’estorsione è un reato, non un pittoresco episodio tipico di ambienti disinvolti. Che un’inchiesta giudiziaria non è una campagna moralizzatrice, ma un’azione della magistratura che scaturisce da una notizia di reato. A sentire certi commenti, pare che siano finite sotto inchiesta le usanze sessuali di alcune starlette e di alcuni cortigiani del potere televisivo. Ma no, non è vero: è finito sotto inchiesta un giro di estorsioni organizzate, con parti lese e indagati. Punto. Il resto è gossip, che per sua natura è quasi sempre di pessimo gusto, e polverone, che da mondo è mondo serve solo a una cosa: seppellire i reati sotto una slavina di ciance e "opinioni".

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