Per dire quanto credito meriti l’ondata di merdosissimi pettegolezzi che sommerge un sacco di gente indifesa (e non importa se siano ministri o vice-veline: sono comunque parte offesa), vi racconto un piccolo e innocuo episodio che mi riguarda. Quest’estate un quotidiano (non dei miei preferiti), non avendo altro di cui occuparsi ha scritto che ero stato avvistato alle Eolie mentre salivo su un "lussuoso veliero" insieme a Francesco De Gregori. Niente di diffamatorio, per carità. Peccato che non sia mai stato alle Eolie e non sia mai salito, a parte i traghetti, su barche di lignaggio superiore al gozzetto di sei metri della mia amica Lella. Lungo la tratta Levanto-Bonassola-Levanto. Era dunque una balla. Una delle tante, neanche meritevole di smentita per quanto sciocca e inutile era la materia trattata. Ricordiamoci sempre che nove pettegolezzi su dieci (compresi quelli di carattere sessuale) sono una frottola. Sono dicerie maligne o solamente leggere, che una volta buttate nel mare del malanimo di massa diventano "verità", perché un sacco di gente prova un piacere indescrivibile a pensare male degli altri. A volte il gossip riesce a massacrare la vita delle persone. Altre volte massacra la verità: e a pensarci bene, non è una colpa così minore.

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