Ogni tanto le case editrici, invece di pubblicare libri per fare fatturato, non si sa per quale incidente, pubblicano cultura. Non quella dei dotti con le note a piè di pagina, ma quella abissale e originaria da cui sono nate le religioni, le opere d'arte, la letteratura che scruta l'anima, sconfinando fin dove è possibile, ai limiti del delirio e dentro il delirio, rendendoci in tutta evidenza tutte quelle immagini e figurazioni che noi abbozziamo nei sogni e al mattino cancelliamo per riprendere la nostra vita ordinaria. Ma cos'è la vita ordinaria se non un sistema di regole messo in atto per tacitare l'anima? Cos'è il nostro affaccendarci quotidiano se non un macchina micidiale che mettiamo in moto per non vedere nulla e non sentire nulla di quanto ci circonda e, circondandoci, ci inquieta? Siamo così estranei alle possibilità espressive della nostra anima, che non appena questa si mette a parlare, in quei momenti di incantamento da cui tutti si affrettano a risvegliarci, subito ci riprendiamo per il terrore di restare prigionieri del delirio? E allora è solo per chi non ha paura di perdersi nei propri deliri ed, entrandovi, vuole incominciare quel dialogo tra sé e le proprie impressioni deformate, sensazioni allucinate, germi di ideazione abortiti sul nascere, e poi, non si sa per quale incantesimo, risorti in forme strane e insospettate, che Marosia Castaldi scrive il suo romanzo di 720 pagine (Dentro le mie mani le tue), come oggi non si usa più, con un "Indice" dai titoli quasi tutti uguali, come vogliono i tratti ossessivi della mente quando inutilmente tentano di controllare i deliri, per descrivere quel che succede in una notte, la notte della morte della madre, in un piccolo quartiere dove accadono le cose che accadono in tutti i quartieri, se non si hanno gli occhi di Marosia Castaldi che, da piccoli gesti e abituali situazioni, trae spunti per scandagliare tutti gli abissi dell'anima e le figurazioni che da quegli abissi nascono. Chi legge questo libro può avere l'impressione di entrare nel mondo della follia. E di fatto ci entra. Non la follia nota agli psichiatri che conoscono solo il deragliamento della ragione, ma la follia che "precede" la stessa distinzione che siamo soliti fare tra ragione e follia. Il luogo di questa follia è da rintracciare là dove la coscienza umana si è emancipata da quella condizione animale o divina che l'umanità ha sempre avvertito come suo fondo, e da cui, pur sapendosi in qualche modo uscita, ancora si difende temendone la sempre possibile irruzione. A conoscere questa follia non è la psicologia, la psichiatria o la psicoanalisi, ma la letteratura che, nell'edificare il cosmo della narrazione, il solo che gli uomini possono abitare, sa da quale fondo l'ha liberato e perciò non chiude l'abisso del caos, non ignora la terribile apertura verso la fonte opaca e buia che chiama in causa il fondamento stesso della razionalità, perché sa che è da quel mondo che vengono le parole che poi la narrazione ordina in maniera non oracolare e non enigmatica. L'inquietudine che genera la lettura di questo libro è la stessa che ci ha pervaso quando abbiamo assistito agli ultimi film di Pasolini: Porcile, Salò o le 120 giornate di Sodoma, dove la dissacrazione era la denuncia della perdita della dimensione tragica dell'uomo colto nel conflitto tra la radice antica del suo abitare e lo sradicamento, di cui non ha neppure consapevolezza. Con il suo romanzo, Marosia Castaldi ci porta in questo luogo, e chiede al lettore, a cui non aveva mai pensato durante la scrittura, di essere con lei nel giorno successivo a quella notte, perché quel giorno, come ogni giorno, sorge dall'insolito. E guai a chi, acquietato tra le solite cose, teme di gettare nell'insolito almeno uno sguardo.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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