Da una cronaca locale: ‟Sul ponte che attraversa il torrentdi un film, suggerisce un comportamento di massa che, in questo caso, ci riporta agli anni cinquanta.e Maira a Savigliano sono comparsi due lucchetti dell’amore, alle estremità opposte del fiume. Benny & Luca su un lucchetto ed Ely & Giò sull’altro sono le firme degli autori delle promesse che, come i loro colleghi cavallermaggioresi Mary & Mourad e Sabry & Marco, avranno probabilmente gettato nel fiume la chiave, a imitazione di quanto succede a Roma sul ponte Milvio, moda resa famosa dal fortunato film Ho voglia di te con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti”. Dunque la moda dei lucchetti dell’amore dilaga in tutt’Italia ed è forse la prima volta che un libro, prima di un film, suggerisce un comportamento di massa. Tutta colpa di Federico Moccia, l’autore di Tre metri sopra il cielo, un milione di copie vendute. Di solito i libri, specie se pubblicati da Feltrinelli, suggeriscono nobili idee per cambiare il mondo: invece Federico Moccia (che intanto viene superbamente imitato da Fiorello in Viva Radio 2) fornisce lo spunto per un comportamento giovanile di massa che i più sussiegosi giudicano sconveniente (e fra questi, magari, ci mettiamo pure alcuni autori della Feltrinelli: chissà che idea si è fatto dei lucchetti dell’amore e del successo del collega uno come Antonio Tabucchi!). Difficile spiegare il successo dei libri di Moccia ma è ancora più difficile capire lo straripante fenomeno dei lucchetti dell’amore: è ben strano che oggi due ragazzi, come succedeva nelle commedie degli anni 50, sentano il bisogno di giurarsi amore eterno con un gesto così poco tecnologico. Il lucchetto dell’amore appartiene alla cultura dei soldati di leva, delle servette venete che si trasferivano a Roma, del neorealismo rosa. Più volte i sociologi e gli educatori si sono mostrati preoccupati perché, al tempo di Internet e dei telefonini, i rapporti fra i giovani rischiano di trasformarsi in legame virtuale, in contatti irreali, rischiano di alimentare una sorta di ‟seconda vita” che ha perso ogni dimensione tangibile, fisica, affettiva. E invece, alla faccia di Internet, esplode la moda del giurarsi amore tramite un negozio di ferramenta e i lampioni di un ponte rischiano di crollare sotto il peso della ferraglia. Più volte siamo stati invitati a riflettere sulla ‟Mtv generation” (proprio in questi giorni Mtv festeggia i suoi primi dieci anni in Italia) e non ci siamo accorti che siamo ancora fermi alla catena, alla ‟Padlock generation”, alla generazione del lucchetto descritta da Federico Moccia ed esaltata da Walter Veltroni.
Federico Moccia

Federico Moccia

È autore per la televisione e sceneggiatore per il cinema. Tre metri sopra il cielo (2004), il suo primo romanzo, pubblicato da Feltrinelli, ha superato la soglia di un milione di copie vendute diventando il caso letterario del 2004, vincitore del premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa, e del premio Insula Romana, sezione Giovani adulti. Con Feltrinelli ha pubblicato anche Ho voglia di te (2006, premio Città di Padova), 3MSC. Emozioni e sogno (2007)e Amore 14 (2008); con Rizzoli, Scusa ma ti chiamo amore (2007), Cercasi Niki disperatamente (2007), La passeggiata (2007), Diario di un sogno (2008), Scusa ma ti voglio sposare (2009) e L’uomo che non voleva amare (2011); con Mondadori, Quell'attimo di felicità (2013). Dai suoi libri sono tratti i film omonimi Tre metri sopra il cielo (2003), Ho voglia di te (2006); dei film seguenti ha realizzato anche la regia: Scusa ma ti chiamo amore (2008), Amore 14 (2009), Scusa ma ti voglio sposare (2010), Universitari - Molto più che amici (2013).

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