Ci sono anche le buone notizie. Gli ultras dell’Atalanta avevano fatto sapere di non gradire che alla festa della loro società sportiva fosse presente Gigi D’Alessio, in quanto napoletano, e dunque estraneo alla gloriosa tradizione culturale orobica. Alla festa in piazza erano stati invitati parecchi cantanti, di tutta Italia, anche molto famosi come i Pooh e Lucio Dalla: ma nessuno di loro, pur avendo il grave torto di non essere bergamasco, era stato dichiarato indesiderabile dalla curva atalantina. Solo D’Alessio, forse perché i difensori della pura razza orobica non avevano avuto il tempo di controllare i documenti a tutto il cast della serata. In ogni modo, eventuali dubbi sulla compatibilità degli artisti invitati con la cultura bergamasca, di Sotto e di Sopra, sono stati risolti rapidamente dagli stessi invitati, una ventina. Tutti e venti, al completo, appena saputo dell’ostracismo a D’Alessio hanno deciso di non andare a Bergamo, per l’evidente ragione che il razzismo, per dirla come a Bergamo, fa girare le balle. E anche parecchio. Così gli ultras dell’Atalanta potranno farsi la loro festa da soli, cantandosi l’uno con l’altro le celebri canzoni del repertorio di valle e di crinale. Ai tanti giocatori meridionali dell’Atalanta il compito di decidere se partecipare alla festicciola rionale o rimanere a casa a meditare su dove sono capitati.

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