Parecchi anni fa il vecchio Willy Brandt, uno dei grandi uomini della sinistra europea, disse che alla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo si doveva urgentemente affiancare una Dichiarazione dei Doveri. Diritti e doveri come lo yin e lo yang: gli uni completano e avvalorano gli altri. Oggi Sarkozy conquista la Francia proprio mettendo l’accento sui doveri del cittadino: la destra francese ha saputo largamente precedere la sinistra, dicendo chiaro e tondo che l’intero arco dei diritti individuali, per quanto ampio, non basta per scoccare la freccia della democrazia. È il vecchio concetto già espresso da Bob Kennedy, "non chiederti che cosa fa lo Stato per te, chiediti che cosa fai tu per lo Stato". È quanto va ripetendo l’ottimo Barack Obama (che il dio dei giusti ce lo preservi dal fanatismo e dai killer), che scuote le comunità etniche più povere d’America rimproverando loro di limitarsi al piagnisteo dei diritti negati. E qui in Italia? Qui in Italia, per adesso, è un disastro. La nostra destra è la più anti-legalitaria del mondo. La nostra sinistra non sembra manifestare neanche l’embrione di una nuova cultura dei doveri. Come elettore di sinistra, piuttosto indifferente ai vari cambiamenti di insegna politica, voterò per quella zona politica che imparerà a pronunciare più spesso la parola "doveri". Nel frattempo: complimenti a Nicolas Sarkozy, e vive la République.

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