Hanno perduto l’Impero, non hanno più il gentleman con bombetta ed ombrello, la "Cool Britannia" di Tony Blair ha cambiato tante altre cose rispetto alla vecchia Inghilterra: ma gli inglesi potranno tenersi per sempre, in compenso, le loro libbre e le loro oncie. Così pare, perlomeno, dopo che questa settimana a Bruxelles la Commissione Europea ha fatto marcia indietro, rinunciando a richiedere il bando delle unità di misure imperiali su tutti i prodotti britannici a partire dal primo gennaio 2010. A meno di un ripensamento del parlamento europeo o a un’ingiunzione del medesimo governo britannico, significa che la libbra, equivalente a 453,59 grammi, e l’oncia, pari a 31,10 grammi, potranno continuare a essere usate per sempre da commercianti e negozianti del Regno Unito, a patto di utilizzare sull’etichetta dei prodotti e sulle bilance un sistema "misto": che mostri cioè sia le misure imperiali che quelle del sistema metrico decimale. La notizia è stata accolta dalla stampa popolare britannica, quella più ferocemente euroscettica e contraria a ogni delibera proveniente da Bruxelles, come una vittoria non meno importante di quella di Waterloo su Napoleone. Titoli a carattere di scatola, sul Sun, sul Mirror, sul Mail, che strilla: "Finalmente, un’oncia di buon senso". Neil Herron, direttore dell’associazione Metric Martyrs (Martiri del Sistema Metrico), giubila: «Il potere del popolo ha avuto la meglio sui burocrati dell’Unione Europea. Abbiamo salvato la pinta, il miglio, le iarde, i piedi, le libbre e le oncie». Gunther Verheugan, commissario europeo per l’Industria, ha motivato il ripensamento osservando che l’imposizione delle misure esclusivamente decimali sulla Gran Bretagna avrebbe «danneggiato» il commercio con gli Stati Uniti, dove vengono usate per molti prodotti. Un portavoce della Commissione ha ammesso che consultazioni tra Bruxelles e i commercianti britannici avevano evidenziato uno schiacciante sostegno per il mantenimento del sistema misto.
Enrico Franceschini

Enrico Franceschini

Enrico Franceschini (Bologna, 1956), giornalista e scrittore, è da più di trent'anni corrispondente dall’estero per “la Repubblica”, per cui ha ricoperto le sedi di New York, Washington, Mosca, Gerusalemme e attualmente Londra. Nel 1994 ha ricevuto il Premio Europa per le sue corrispondenze sul golpe di Mosca. Per Feltrinelli ha pubblicato La donna della Piazza Rossa (1994), Russia. Istruzioni per l’uso (1998), Fuori stagione (2006), Avevo vent’anni. Storia di un collettivo studentesco. 1977-2007 (2007), Voglio l’America (2009), L’uomo della Città Vecchia (2013) e Scoop (2017).

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