La sinistra italiana sta riscoprendo il fascino dell’ordine, vuole mandare i tossici ad asfaltare le strade, levare la patente agli ubriachi, stroncare il racket dei lavavetri, impedire che i rom sfruttino i loro bambini e insegnare ai nostri figli che devono lasciare il posto agli anziani in autobus. Sono d’accordo su tutto, e quanto al posto in autobus se fossi Tex Willer solleverei a suon di sberle i teen-agers stravaccati. Ma c’è un ma. C’è un però. Tutto questo va benissimo, a patto che uno zelo almeno pari sia dedicato ai grandi mascalzoni che rubano i miliardi, ai boss mafiosi, ai manager di camorra, al padronato del crimine, insomma a quelli che una volta, efficacemente, si chiamavano "gli affamatori del popolo". Sinistra in fin dei conti vuol dire soprattutto questo: saper correlare i meriti e i demeriti all’assetto sociale, saper vedere la disuguaglianza anche quando è celata dalle buone maniere degli abbienti e dalla maleducazione dei poveracci. Alla destra può bastare ripulire le strade dagli scippatori e dai questuanti e poi bere un drink tranquilla. Ma la sinistra, se vuole fare il suo mestiere, deve fare qualche passo in più: ad asfaltare le strade voglio vedere il tossico insieme al bancarottiere. Magari hanno qualcosa da insegnarsi a vicenda.

Torna alle altre news >>