Nel 1992 vivevo in Indonesia da quasi due anni, e ancora non avevo guidato una Vespa in vita mia. L'unico veicolo a due ruote su cui mi fossi mai seduto fino ad allora era stato un ciclomotore rosa shocking che mi aveva accompagnato per qualche mese intorno al quindicesimo compleanno, prima di finire accartocciato in un fosso insieme a me. Da quel piccolo incidente non avevo più desiderato montare in sella a un motociclo. Ma nel maggio del 1992, a Bali, mi viene regalata una vecchissima Vespa, e da quel giorno la mia vita, che ormai programmavo tranquilla e stanziale in quel villaggio sulla costa est dell'isola, è cambiata dal giorno alla notte, ha subìto uno scossone violento, di quelli che può dare soltanto una storia d'amore, o una vincita al Totocalcio, o un'improvvisa follia... Chi volesse saperne di più su questo colpo di fulmine, può provare a leggere le prime cinquanta pagine di In Vespa, da Roma a Saigon, una sorta di prologo alla mia imminente psicopatologia di "scooterista di lungo raggio". Dopo un breve apprendistato tra Giava e Sumatra e il viaggio dall'Italia al Vietnam (24.000 km in sette mesi), c'è stato un secondo raid in Vespa, dall'Alaska alla Terra del Fuoco (36.000 km in nove mesi); poi un terzo da Melbourne a Città del Capo (52.000 km in un anno esatto); e poi un quarto viaggio, dalla Terra del Fuoco alla Tasmania via terra (144.000 km in tre anni e otto mesi). E così i chilometri complessivi macinati in Vespa sono diventati 254.000. In 134 nazioni diverse, alcune delle quali attraversate tre volte in tre diversi viaggi: più di sei volte la circonferenza dell'Equatore, e due volte tutti i continenti, con la sola esclusione dell'Antartide (per ora). Quattro itinerari decisamente lunghi, durante i quali l'andare in Vespa e lo scrivere dei Paesi in cui mi trovavo erano diventati il mio lavoro. Ma bastano percorsi molto più brevi per assaporare quella sensazione di libertà che si prova viaggiando per il mondo con un veicolo a due ruote, col quale potersi fermare dovunque e ripartire quando si vuole, dalla cui sella poter mordere l'aria fresca o bollente che ti sferza la faccia, e immergersi in maniera diretta in ciò che ti circonda.
Ho cercato di individuare dieci itinerari di due - tre - quattro settimane che possano soddisfare un vespista made in Italy, con una premessa: si può partire dall'Italia con la propria Vespa, oppure spedirla in aereo nel Paese da dove si vuole iniziare il viaggio, poi sdoganarla con un Carnet di passaggio (una sorta di passaporto del veicolo che si ottiene dall'Aci) portare a termine il viaggio e rispedirla a casa. Oppure si può scegliere un Paese, arrivarci in aereo senza Vespa, noleggiarne o comprarne una lì, andare dove si vuole, poi riportarla al noleggio o rivenderla.

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