Per una serie di contrattempi che non sto qui a spiegare, è da una ventina d´anni che non leggo Franceso Alberoni. Ringrazio dunque la mia amica G. che mi segnala questa pregnante catalogazione alberoniana dei "valori illuministi e scientisti" apparsa lunedì scorso sul "Corriere", nel consueto taglio di prima pagina che Alberoni presidia dal dopoguerra. "Essi sono favorevoli a qualsiasi espressione della propria sessualità, al divorzio, a tutte le forme di convivenza e di matrimonio, all´eliminazione della designazione di padre e di madre, all´aborto, a molte droghe, all´eutanasia e alla sperimentazione genetica. Alcuni anche all´incesto e alla pedofilia". Pur con l´inevitabile timidezza che provo di fronte al magistero sociologico del professor Alberoni, mi permetto di segnalargli, a nome degli illuministi e degli scientisti di ogni landa, che il suo elenco, per quanto autorevole, è incompleto. Ha dimenticato di scrivere che siamo anche favorevoli all´infanticidio, alla tortura cinese, allo streap-tease, al tatuaggio, alla tratta delle bianche, al feticismo, all´ubriachezza molesta, alla fellatio in pubblico, allo spionaggio, alla sodomia, alla bancarotta fraudolenta, al tabarin, alle scritte oscene in ascensore, ai sacrifici umani e alle gare di rutti.

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