Dopo tanto preoccupato discutere sulla degnità della Turchia islamica come futuro membro della civilissima Europa, è salutare accorgersi che in Europa c’è già, purtroppo a pieno titolo, la Polonia dei gemelli Kaczinsky. Un paese cattolico, ma con un governo incivile. Un governo bigotto, omofobo, ridicolmente nazionalista, che ha umiliato i migliori uomini della sua rinascita democratica sospettandoli di connivenza con il regime comunista. Un paese in pieno maccartismo, che ha in animo di levare dai programmi scolastici i classici tedeschi e russi, e ha buttato sul tavolo europeo un pacchetto di richieste metà folli metà comiche, la più folle e comica delle quali è calcolare nel suo pacchetto di elettori europei anche le vittime di guerra, uccise dagli odiati tedeschi. Se ci fossero un capo e una coda, nella nuova Europa che si sta così faticosamente costruendo, i due Kaczinsky andrebbero entrambi riaccompagnati con la forza al primo aereo per Varsavia, così che vadano a spiegare ai polacchi (che li hanno democraticamente eletti: peggio per loro) perché non c’è posto in Europa per i fanatici. Ma difficilmente si potrà assistere a questo momento liberatorio, anche se dicono che la signora Merkel abbia avuto la tentazione di chiederlo formalmente. Sarebbe diventata la leader europea più amata dai democratici del continente.

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