Fabio Volo bianco della Lombardia e Aissa Maiga nera del Senegal: è amore a prima vista. Sono sposati entrambi, ma il sentimento è irresistibile, sconvolge le rispettive famiglie, scatena esplosioni di razzismo, scardina le certezze. Bianco e nero è il film che Cristina Comencini sta girando a Roma, prodotto da Cattleya con Rai Cinema, distribuito dalla 01 e uscita prevista per gennaio 2008. Ancora un film corale e un cast prestigioso. Fabio Volo è Carlo, Ambra Angiolini è la moglie Elena, la madre Olga è Katia Ricciarelli, i suoceri sono Franco Branciaroli e Anna Bonaiuto. Aissa Maiga è Nadine, Eriq Ebouaney è suo marito Bertrand.
Dopo aver preso in giro la mafia e sfidato i tabù dell´omosessualità e dell´incesto, la Comencini affronta il tema scomodo della convivenza tra razze diverse, usando ancora una volta la chiave della commedia. L´idea deriva dal viaggio in Africa per girare il documentario Il nostro Ruanda che sarà alla Festa di Roma. ‟Non ho mai voluto andarci da turista, detesto farlo in tutti i posti in cui ci sono grandi problemi e insieme paradisi artificiali con la Jacuzzi in camera. Quel viaggio è stato una conquista, nel contatto diretto è svanita l´immagine prefabbricata che avevo dell´Africa e dei neri. E ho scoperto che molti dei nostri pensieri sui neri sono terribili, come sono terribili certe cose che loro pensano di loro. Solo la commedia poteva permettere di tirarli fuori senza ferire”. E senza scivolare nella prevedibilità del politicamente corretto. Anzi: ‟Non ci sono bianchi borghesi e neri poveri, Nadine e Bertrand vengono da famiglie borghesi, sono più acculturati della famiglia di Elena”.
L´intenzione è di mettere a nudo e smontare tutti gli stereotipi ‟che ci portiamo dentro. Ad esempio il razzismo al contrario di Elena che in fondo vuole solo liberarsi del senso di colpa. O la retorica dei piccoli Hemingway nostrani appassionati dell´"etnico". E il sesso: nel film c´è, tanto per ridere anche degli stereotipi sulla sessualità da una parte e dall´altra”. ‟Sono stato chiamato per questo, solo io potevo cancellare la credenza che gli uomini neri sono più sessualmente dotati”, scherza Fabio Volo.
Il gioco dell´incontro tra diversi ceti sociali, in questo caso bianchi e neri, è stato sempre parte del cinema della Comencini. Anche se come punti di riferimento per Bianco e Nero cita film inglesi come East is east, la regista riafferma la sua provenienza dalla gloriosa commedia all´italiana. ‟Ho rivisto da poco Lo scopone scientifico di mio padre e quel cinema racconta con grande efficacia la società del tempo. Nella tradizione della commedia c´era la contraddizione tra borghesia e proletariato. Oggi le classi sociali non sono così nette, il nemico dichiarato non è più la borghesia, gli spunti per ridere vengono dall´interno dei diversi ambienti, per questo le nostre commedie sono meno chiare”, dice la Comencini che, nella sua veste di scrittrice, presenterà al festival della Letteratura di Mantova l’ultimo suo libro, L´illusione del bene. Ancora un tema tutt´altro che facile: il comunismo.
Cristina Comencini

Cristina Comencini

Cristina Comencini (Roma, 1956), scrittrice e regista, con Feltrinelli ha pubblicato: Le pagine strappate (1991, 2006), Passione di famiglia (1994), Il cappotto del turco (1997), Matrioška (2002), La bestia nel cuore (2004), Due partite (2006, 2015), L’illusione del bene (2007), Quando la notte (2009; anche in audiolibro nel 2011), Lucy (2013), Voi non la conoscete (2014) e, per la collana digitale Zoom, La nave più bella (2012). I suoi film: Zoo (1988), I divertimenti della vita privata (1990), La fine è nota (1992), Va’ dove ti porta il cuore (1996), Matrimoni (1998), Liberate i pesci (2000), Il più bel giorno della mia vita (2002), La bestia nel cuore (2005, nominato all’Oscar per l’Italia; dvd Feltrinelli ‟Le Nuvole”, 2006), Bianco e nero (2008) e Quando la notte (2011).

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